Il Tirreno

Grosseto

La sanità grossetana sotto attacco

Francesca Ferri
<b>NEL MIRINO </b>L&#146;ospedale di Grosseto
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NEL MIRINO L’ospedale di Grosseto

L'apertura alle medicine alternative scatena l'ira dei farmacologi

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 GROSSETO. Sanità grossetana di nuovo al centro delle polemiche. A puntare l'indice contro le corsie maremmane è Silvio Garattini, direttore dell'istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri" di Milano, che dalle pagine del settimanale "Oggi", in edicola da stamani, spara a zero sulle medicine alternative impiegate in un ospedale maremmano.  Nel mirino di Garattini c'è la decisione «dell'ospedale di Grosseto di aver aperto ambulatori di agopuntura, omeopatia e fitoterapia», a carico del Servizio sanitario nazionale. «Un ospedale - incalza la nota diffusa ieri - balzato di recente alle cronache televisive per le immagini di propri dipendenti che nel reparto di rianimazione fumavano e tenevano comportamenti che la medicina basata sull'evidenza scientifica da tempo giudica negativamente». Un ospedale, dunque, che il farmacologo dipinge come inaffidabile quanto ad assistenza infermieristica e fermo a pratiche sciamaniche per le terapie.  Garattini è da sempre critico sulla medicina alternativa, da lui bollata come inefficace se non "truffaldina" al pari di rimedi da stregoni e fattucchiere, tanto che il suo ingresso negli ospedali pubblici è da lui definito «un attentato al Ssn».  La dura presa di posizione del direttore di un centro come il "Negri" ha sollevato un putiferio in Maremma e in Toscana, dove sono 106 gli ambulatori di medicina complementare in strutture pubbliche che da anni coniugano terapie ufficiali alternative. In Maremma c'è il primo centro ospedaliero d'Italia di medicina integrata ed è al Petruccioli di Pitigliano. È forse a questo che si riferisce Garattini, non al Misericordia che ospita solo uno dei tanti ambulatori.  «Quasi stento a credere che uno studioso e uomo di scienza come Garattini possa lanciarsi in simili affermazioni, senza la dovuta attenzione e senza neppure informarsi troppo», replica l'assessore regionale alla Salute Scaramuccia. «Non solo il farmacologo ha confuso un ospedale con un altro, ma ha anche mischiato fatti e cure molto diversi. Una miscuglio che crea solo confusione».  Negli ultimi anni un toscano su sei ha usato medicine non convenzionali e in 700mila si curano con medicine complementari. «Ma questo non c'entra niente con maghi e fattucchiere - spiega Scaramuccia - accostamento che ritengo offensivo. Agopuntura, omeopatia e fitoterapia sono riconosciute medicine complementari sulla scorta delle definizioni date dalla comunità scientifica. E noi lo abbiamo fatto con una legge, la 9 del 2007». La stessa che garantisce libertà di scelta terapeutica al paziente, libertà di cura al medico e che tutela l'esercizio delle medicine complementari. Su questa base Regione Toscana e Asl 9 il 23 febbraio hanno aperto il Centro al Petruccioli dove una sperimentazione affianca medicina tradizionale e alternativa per curare molte patologie. Ad oggi sono state fatte 250 visite omeopatiche e 400 sedute di agopuntura.  Al Petruccioli si svolgono inoltre formazione clinica, ricerca e divulgazione scientifica. Un po' come al "Negri", dove però nei microscopi dei ricercatori finiscono farmaci tradizionali di quelle stesse aziende farmaceutiche di medicina ufficiale che sono tra i principali finanziatori dell'istituto.

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