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Grosseto

Ecco il bando di gara per l'acqua termale dentro Villa Gaia

<b>VILLA GAIA </b>pronto il bando per l&#146;acqua termale
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VILLA GAIA pronto il bando per l’acqua termale

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 MARINA. Un bando per il rilascio della concessione dello sfruttamento dell'acqua termale. Il comune di Grosseto lo ha indetto tramite il suo ufficio ambiente per l'area di Villa Gaia, dove la società Etruria Nuova srl, che fa capo all'imprenditore Mario Berti, ha effettuato i lavori di trivellamento per portare alla luce l'acqua stessa. Un bando che si è reso necessario, pur trattandosi di un'area privata, in quanto l'acqua è un bene pubblico.  Il bando avrà la sua naturale conclusione il 21 giugno alle 10. Quel giorno si scoprirà chi sarà il concessionario della «coltivazione del gicaimento di acqua minerale e termale». A bando c'è di fatto un'estensione di 5300 metri quadri che prevede una durata di qualcosa come 25 anni.  La stranezza, come detto, sta nel fatto che si è reso necessario un bando per poter sfruttare acqua che si trova su una proprietà privata, quella di Villa Gaia, dove da tempo la famiglia Berti ha già realizzato un albergo ad hoc. In teoria, chiunque può partecipare, facendo giungere al comune di Grosseto, entro e non oltre le 13 del 6 giugno, la documentazione necessaria al Comune. Ma nella pratica le cose potrebbero andare diversamente, visto che un altro eventuale vincitore, che non fosse Berti, dovrebbe sempre trovare un accordo con la proprietà per poter attingere all'acqua trovata da Berti.  Comunque, trenta punti saranno assegnati sulla base dei requisiti tencico-professionali, ovvero sulle esperienze imprenditoriali di chi partecipa al bando di gara. Settanta punti saranno assegnati per il piano industriale, dei quali 15 per il piano degli investimenti, 5 per il programma di coltivazione dell'acqua, e 30 per le ricadute occupazionali sul territorio. Saranno privilegiati gli imprenditori che assumeranno eventualmente giovani tra i 18 e i 32 anni.  Il concessionario dovrà presentare una cauzione con garanzia fideiussoria di 75mila euro entro 30 giorni dalla vittoria del bando, e dovrà corrispondere al Comune 147.426 euro di rimborso per le spese sostenute per lo svolgimento dell'attività di ricerca dell'acqua. A meno che il vincitore non sia anche il titolare del permesso di ricerca, cioè Etruria Nova. Il concessionario pagherà anche un canone annuo posticipato di 0,10 per metro cubo, fino ai tetti massimi previsti a tre fasce di portata: fino a 15 litri al secondo, sarà di 3.500 euro; tra i 15 e i 50 litri al secondo, il tetto massimo sarà di 7.500 euro; per l'acqua termale superiore ai 50 litri/sec, tetto massimo di 12.500 euro. Per le acque termali usate per cure convenzionate col Servizio sanitario nazionale, è prevista un riduzione sul canone del 50%.  «Preparare il bando è stato un lavoro faticoso ma ben fatto - spiega l'assessore all'ambiente Giuseppe Monaci - per lungo tempo abbiamo atteso direttive alla commissione regionale in materia, poi abbiamo sbloccato da soli la situazione che altrimenti avrebbe impedito agli imprenditori di poter andare avanti».

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