Lite tra vicini a Bagno di Gavorrano. Il racconto di Carmelo Esposito: esasperato dall’aspirapolvere
«Mai tirato fuori il fucile, io sono la vittima»
Alfredo Faetti
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INDAGINI. Dei carabinieri2 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Dice di non aver minacciato nessuno con il fucile, ma soltanto a parole. «E non c'è neanche nessuna denuncia» spiega. Carmelo Esposito, il 53enne di Bagno di Gavorrano che l'altra mattina ha avuto da ridire con il suo vicino mentre puliva l'auto, racconta l'accaduto. «Tutte le mattine inizia con quel baccano alle cinque e mezzo. È stata la prima volta che gli ho rivolto parola» spiega Esposito. Sono vicini di casa, lui e il pensionato 62enne, protagonisti di una lite a inizio settimana, ma buon sangue tra loro non è mai scorso. «Tutte le mattine, appena sorge il sole, va al lavaggio e poi riporta l'auto di fronte al garage, pulendola per ore con quell'aspirapolvere che fa un chiasso infernale». Non è uno scherzo, se in casa Esposito dormono anche due ragazzi, come il figlio e il genero che di lavoro fanno rispettivamente l'operaio alle accaierie e il cuoco. «Mio figlio fa i turni quindi segue orari pesanti. Mio genero, il marito di mia figlia, invece, torna verso le tre dal lavoro, si addormenta sfinito e poi si ritrova dopo due ore con il baccano dell'aspirapolvere». Stando a quanto racconta Esposito, nelle abitazioni intorno a via Gobetti, sono in pochi a veder di buon occhio quell'elettrodomestico. «Non lo sopporta nessuno. C'è anche chi gli ha tirato un pomodoro per farlo smettere, ma non è servito». La sua versione è ben diversa da quella raccontata alla stampa. «Non ho puntato il fucile contro nessuno. Mi sono soltanto affacciato dalla finestra dicendogli (mentre puliva l'auto): "se non la smetti ti tiro una fucilata". Ma è un modo di dire. Di concreto non ho fatto niente». È vero che Esposito aveva delle armi in casa (due fucili e una pistola) ma sono regolarmente registrate. Quindi, cosa è successo? «Il mio vicino deve aver chiamato i carabinieri, dato che sono arrivati a casa mia e mi hanno sequestrato le armi». Stando a quanto racconta, non sarebbe neanche scattata la denuncia. «Io sono andato in caserma per capire se ero stato denunciato e pronto a fare una controdnuncia. Ma i militari mi hanno detto che non c'era niente a mio carico. Ma è ovvio: lui era dalla parte del torto e io ho testimoni pronti a confermarlo».
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