Normativa molto complessa, rischio di urne bis
Gli esperti: «Potrebbe anche correre, ma se qualcuno fa istanza si profila un ritorno al voto»
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GAVORRANO. In base all'articolo 60 comma 1 (numero 7) del Tuel, il Testo unico degli enti locali, non sono eleggibili alla carica di sindaco i dipendenti del Comune nel quale si vota; la causa di ineleggibilità però non ha effetto se l'interessato cessa dalle funzioni per collocamento in aspettativa non retribuita non oltre i giorni fissati per la presentazione delle candidature (per le prossime elezioni c'era una doppia data, il 15 e 16 aprile, 29º e 30º giorno antecedente alla votazione, ndr). Il Comune deve quindi obbligatoriamente collocare in aspettativa il dipendente che ne ha fatto richiesta, adottando un provvedimento ad hoc nei successivi 5 giorni. Qualora la domanda, come nel caso di Gavorrano, fosse presentata fuori tempo e il dipendente-candidato sindaco dovesse comunque partecipare alla tornata amministrativa e risultare vincitore, «la sussistenza della causa di ineleggibilità - si legge sulla rivista dei servizi demografici Lo Stato Civile Italiano - potrebbe compromettere l'intero procedimento elettorale, determinando perfino la ripetizione delle elezioni, con danno erariale e possibilità di richiesta del relativo risarcimento». Secondo i tre segretari generali delle Province di Grosseto, Siena e Arezzo, riuniti ieri al Petriolo, ai quali è stato chiesto un parere informale, il caso è molto complesso e apre caotici scenari per Gavorrano. «Premesso che una richiesta postuma di collocamento in aspettativa non vale come sanatoria visto che la norma non prevede la possibilità di recuperare una condizione che la legge fissa come preventiva - spiegano i tre esperti - il candidato-sindaco e la sua lista potrebbero comunque partecipare alle elezioni qualora la commissione elettorale non ricevesse istanze in proposito. C'è però la possibilità che qualcuno (un cittadino, un avversario) in queste ore si rivolga al giudice, il quale, in via d'urgenza, sarà chiamato a decidere se escludere o tenere in pista la lista. Se il candidato-sindaco viene escluso può ricorrere e in caso di riammissione nessuno può più appellarsi; altrimenti è fuori. Se viene dichiarato "eleggibile" il caso ovviamente si chiude. Poi c'è lo scenario post-elettorale. Il consiglio comunale si pronuncia sullo status degli eletti (sindaco e consiglieri) nella seduta d'insediamento e sul pronunciamento che emerge è ragionevole pensare, in casi così controversi, che si apra un altro fronte giuridico». A.F e G.B.
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