Italia
LA POLEMICA
Il sindaco non ascolta i bisognosi Un "amico" sì, ma non di tutti
Massimo Ussia responsabile provinciale enti locali Pdl
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PDL Ussia 2 MINUTI DI LETTURA
Brutta pagina per il sindaco Emilio Bonifazi. Ci riferiamo all'atteggiamento assunto nella vicenda della giovane mamma che qualche giorno fa per disperazione, senza lavoro, senza una casa e con un figlio di poco più di due anni, si è incatenata davanti al portone del comune. Un primo cittadino, che di fronte alla voce della disperazione, non trova il tempo di fermarsi per ascoltare le ragioni di questo gesto estremo, non merita di rappresentarci. Evidentemente "l'amico in comune" non vale per tutti, e soprattutto non vale per i più bisognosi. Il sindaco Bonifazi, ha sbagliato per tre ragioni: la prima legata al fatto che rappresenta tutti i cittadini di Grosseto e senza bisogno di sondaggi possiamo affermare con certezza che la maggioranza, per non dire la totalità dei cittadini grossetani, non ha condiviso l'atteggiamento che il sindaco ha avuto con la signora in difficoltà, puntualmente raccontato da quotidiani e televisioni. La seconda: ci risparmi il sindaco di dirci che proviene, come noi, dalle file della Democrazia cristiana, evidentemente non deve aver frequentato le sezioni del partito altrimenti saprebbe che la capacità d'ascolto, l'aiuto, l'appoggio, il sostegno e la solidarietà verso gli "ultimi", così come il rispetto per gli altri hanno da sempre caratterizzato i "veri democristiani" e saprebbe anche che questi valori insieme alla famiglia hanno rappresentato e rappresentano, oggi più di ieri, la base del nostro modello di società. La terza: la signora è stata "aiutata" dal nostro inesauribile don Enzo Capitani rappresentante di quella Chiesa che lavora in silenzio e che rappresenta il vero volto della città. Noi non siamo senza peccato, e non vogliamo rubare il mestiere agli uomini di Chiesa. Ma ci hanno sempre insegnato che per chi non ha capacità di ascolto serve poco farsi poi vedere in chiesa in prima fila, magari sotto riflettori e le luci delle telecamere, mentre il vescovo celebra riti o funzioni. Siamo convinti che il sindaco preferirà chiedere scusa alla signora altrimenti dovrà cambiare o slogan della sua campagna elettorale: ".. abbiamo un amico in comune...". Perché se questi sono gli amici vale il detto: "dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io".
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