Il Tirreno

Grosseto

«Concertazione interrotta senza motivo»

G.F.
<b>CLIENTI. </b>In un negozio e al centro commerciale
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CLIENTI. In un negozio e al centro commerciale

Ferretti (Filcams): «Non si programma più, ma non ci opponiamo» Gualtieri (Fisascat): «Bene, ma si recuperi la chiusura a luglio»

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 GROSSETO. Quando sarà formalizzata la richiesta da parte di Ascom e Confesercenti per il 17, i sindacati daranno il loro assenso alla deroga.  Ma, lo fa notare Andrea Ferretti della Cgil, meglio sarebbe stato chiudere prima il tavolo di concertazione aperto da tempo con Comune, associazioni di consumatori e di commercianti e con i sindacati stessi: «In linea generale - spiega - abbiamo perso un'occasione nel lasciare aperto e senza esito il tavolo di concertazione per definire la nuova ordinanza. Ci siamo riuniti nel 2010, poi più nulla, tutto fermo. E chissà perché abbiamo sospeso i lavori improvvisamente... Quindi, in assenza di decisioni chiare, è normale che dalle associazioni arrivino richieste di nuove deroghe. Eppure il calendario era noto da tempo, si sapeva che ci sarebbe stato questo problema a ridosso della Pasqua. A mio avviso è un errore mettere parametri fissi, slegati dal calendario stesso, dovremmo decidere anno per anno».  Nello specifico, però, Ferretti, non si oppone alle richieste di Ascom e Confesercenti. «Capisco che la settimana di Pasqua, con molto lavoro previsto e il mercato straordinario, chiedano di stare aperti. Non ci opporremo. Invece siamo indisponibili per il 25 aprile e il 1º maggio. Per noi sono feste importanti, che i lavoratori devono rispettare. In particolare quest'anno, che è il 150º anniversario dell'Unità d'Italia e che quindi hanno una valenza particolare».  Sulla stessa linea la Cisl, che però chiede che la domenica di deroga venga recuperata nel corso dell'anno. «La settimana di Pasqua - dice Alessandro Gualtieri - è un periodo di grande lavoro per i negozi, è normale che chiediano di stare aperti, anche perché dopo ci saranno due festivi di seguito con le chiusure. Però, come Cisl, riteniamo che non si possa aumentare il numero complessivo delle aperture nel corso dell'anno. L'ideale sarebbe stato affrontare prima il problema e anticipare la chiusura a domenica 10 aprile, ma ormai è tardi. Quindi si potrebbe pensare di chiudere una domenica in luglio, ce ne sono 5 quest'anno e in quel mese la città è spesso deserta nei festivi».

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