Il Tirreno

Grosseto

«Invece di tutti questi controlli basta bandire la gomma nera»

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 GROSSETO. «Noi utilizziamo la gomma verde Epdm, etilene propilene diene - spiega Massimo Franchini, amministratore delegato della Mantoflex, azienda di Rosignano che a Grosseto ha realizzato i campi sintetici del Tce 2000 e del circolo del tennis in via Cimabue - mentre ad essere potenzialmente cancerogena è solo quella nera derivante dai pneumatici riciclati e triturati».  Franchini punta il dito su un cortocircuito ai piani alti del "palazzo" calcistico. «Tutti i campi a 11 delle società che giocano nei campionati della Lega Nazionale Dilettanti ottengono il certificato di idoneità solo dopo i test della Labosport, unica azienda autorizzata ad effettuarli. Il problema è che il direttore tecnico della Labosport è Roberto Armeni, figlio del presidente della commissione campi in erba artificiale della Lega Dilettanti, Antonio Armeni, amico a sua volta del presidente della Lega, Carlo Tavecchio».  Un dedalo di legami che crea sospetti, metterebbe a rischio e in secondo piano la salute degli sportivi. «Dipendesse da noi, la gomma nera non verrebbe mai utilizzata - aggiunge Franchini - Così facendo, la Labosport farebbe meno controlli e quindi otterrebbe minori guadagni».  L.S.

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