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IL SOSPETTO
Bragaglia: «Temo che ci siano motivi personali»
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CRITICO. Il candidato Alessandro Bragaglia 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Preoccupato per il clima giustizialista che sta travolgendo il Misericordia, il candidato del Mat Alessandro Bragaglia ha deciso di non entrare nel merito di quello che è successo. Ma questo clima, non lo condivide. «Ci si incattivisce - dice - su chi, fatta una ingenuità (perché di questo si tratta) deve salire sull'altare del sacrificio per purificare dalla incombente degenerazione etica e morale, il nostro ospedale. I 4 cristi, quattro goliardici cristi, non possono essere il capro espiatorio dei problemi della sanità». Per Bragaglia, quelle foto non dovevano finire sui media. «Dovevano essere informati gli organi preposti - dice - con il compito istituzionale di indagare ed eventualmente punire, perché questo è il decorso della giustizia. Ma littores non devono essere i cittadini, o i candidati sindaci, o gli assessori. Littores devono essere le istituzioni competenti». Il candidato del Movimento autonomista toscano si chiede quindi perché «la cittadina indignata ha scelto il più diretto metodo dello scoop? C'è una vendetta personale di mezzo? Perché non ha sporto denuncia secondo i canali idonei (polizia, carabinieri, la stessa direzione aziendale) per evidenziare il problema senza passare subito dalla stampa? Non prendo le difese dei professionisti, non ne hanno bisogno. L'operato giornaliero gli consente di difendersi da soli davanti l'opinione pubblica». Il timore di Bragaglia, che è condiviso anche da tutti gli altri rappresentanti delle istituzioni, è che a farne le spese è l'immagine del Misericordia. «Ci sono delle persone che remano contro l'immagine di buona sanità alla quale personalmente ho contribuito e contribuisco tuttora assieme a centinaia di altri colleghi - dice - traditi semmai, non da chi ha commesso il peccato di ingenuità, ma da chi ha speculato su tali foto presenti da anni (sembra) su Facebook. Su questa tramvata mediatica ma concentriamoci, almeno noi che ci apprestiamo a fare i rappresentanti dei cittadini, nel risolvere i problemi della nostra città. Che sono tanti».
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