Arrivano i profughi e l'autorità assicura «Nessun pericolo»
Alfredo Faetti
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MASSA MARITTIMA. La Toscana chiama e la Maremma risponde presente: è atteso per l'inizio della prossima settimana l'arrivo di oltre cento profughi in fuga dalle guerre in nord Africa. Destinazione le due strutture gestite della Fondaziona Sant'Anna a Massa marittima e Montieri. Ieri mattina un primo incontro tra le autorità per definire un piano organizzativo.
L'ufficialità è arrivata nella tarda serata di venerdì e si è concretizzata ieri mattina a Firenze, mentre era in corso l'incontro alla Prefettura di Grosseto il summit tra i vari soggetti compresi nel piano della Regione, che ha individuato in Massa Marittima e Montieri due dei nove minicentri per accogliere i profughi sbarcati a Lampedusa, dopo che il progetto di una tendopoli a Coltano (Pisa) è tramontato.
Intorno al tavolo erano seduti il prefetto Giuseppe Linardi, il presidente della Provincia Leonardo Marras, i due sindaci Lidia Bai e Marcello Giuntini, l'Asl, la Società della Salute, le forze dell'ordine e i rappresentanti della Fondazione Sant'Anna, gestore delle due strutture in cui queste persone verranno indirizzate. È proprio con quest'ultima che la Regione ha stipulato una convenzione, facendosi carico di alcuni aspetti dell'accoglienza come alimentazione e indumenti.
Il piano organizzativo ancora non è definito nel dettaglio, tant'è che ci si ritroverà nuovamente lunedì per fare il punto della situazione. Perchè molti aspetti ancora non sono chiariti, su tutti i numeri e le date. «Durante l'incontro ci hanno parlato di una notevole imminenza» dice Bai, da intendere che l'arrivo dei profughi è atteso per i primi giorni della prossima settimana (forse già domani).
Incerto anche l'arco di tempo in cui gli esuli nordafricani rimarranno in Maremma, anche se venerdì Riccardo Rapezzi, consigliere della Fondazione Sant'Anna, ha parlato di «un breve periodo». Allo stesso modo, non è ufficiale neanche il numero preciso di persone pronte a raggiungere il Grossetano. «A Massa Marittima ne possiamo accogliere massimo 90, i posti letto nel rifugio Sant'Anna sono quelli. - spiega Bai - In prefettura ci hanno parlato di 60 profughi. Quindi il numero di persone oscilla tra queste due cifre».
Nella colonia di Montieri, invece, «i posti letto sono tra i 40 e i 50» spiega Giuntini. Quindi potremo stimare un numero di persone che si aggira intorno ai 130-140 unità. Ma se queste sono le incertezze, che verranno comunque definite a breve, ci sono poi gli aspetti concreti. Premura dei due sindaci è stata quella di chiedere nell'incontro «una pianificazione per non creare disagi ai cittadini», quella che Giuntini ha definito venerdì «la percezione della sicurezza».
In questo senso i sindaci sono stati rassicurati dalle autorità, anche dal fatto che le persone in arrivo avranno lo status di "profughi" e non di "clandestini", ovvero muniti di regolare permesso di soggiorno, che in sé comporta il rispetto di alcune procedure che agevolano il controllo. Nei due comuni, intanto, sono già iniziati i preparativi: nell'incontro in Prefettura si è parlato di come coinvolgere le associazioni di volontariato a sostegno degli esuli. All'Asl invece il compito di eseguire tutti gli accertamenti sanitari al loro arrivo.
L'ufficialità è arrivata nella tarda serata di venerdì e si è concretizzata ieri mattina a Firenze, mentre era in corso l'incontro alla Prefettura di Grosseto il summit tra i vari soggetti compresi nel piano della Regione, che ha individuato in Massa Marittima e Montieri due dei nove minicentri per accogliere i profughi sbarcati a Lampedusa, dopo che il progetto di una tendopoli a Coltano (Pisa) è tramontato.
Intorno al tavolo erano seduti il prefetto Giuseppe Linardi, il presidente della Provincia Leonardo Marras, i due sindaci Lidia Bai e Marcello Giuntini, l'Asl, la Società della Salute, le forze dell'ordine e i rappresentanti della Fondazione Sant'Anna, gestore delle due strutture in cui queste persone verranno indirizzate. È proprio con quest'ultima che la Regione ha stipulato una convenzione, facendosi carico di alcuni aspetti dell'accoglienza come alimentazione e indumenti.
Il piano organizzativo ancora non è definito nel dettaglio, tant'è che ci si ritroverà nuovamente lunedì per fare il punto della situazione. Perchè molti aspetti ancora non sono chiariti, su tutti i numeri e le date. «Durante l'incontro ci hanno parlato di una notevole imminenza» dice Bai, da intendere che l'arrivo dei profughi è atteso per i primi giorni della prossima settimana (forse già domani).
Incerto anche l'arco di tempo in cui gli esuli nordafricani rimarranno in Maremma, anche se venerdì Riccardo Rapezzi, consigliere della Fondazione Sant'Anna, ha parlato di «un breve periodo». Allo stesso modo, non è ufficiale neanche il numero preciso di persone pronte a raggiungere il Grossetano. «A Massa Marittima ne possiamo accogliere massimo 90, i posti letto nel rifugio Sant'Anna sono quelli. - spiega Bai - In prefettura ci hanno parlato di 60 profughi. Quindi il numero di persone oscilla tra queste due cifre».
Nella colonia di Montieri, invece, «i posti letto sono tra i 40 e i 50» spiega Giuntini. Quindi potremo stimare un numero di persone che si aggira intorno ai 130-140 unità. Ma se queste sono le incertezze, che verranno comunque definite a breve, ci sono poi gli aspetti concreti. Premura dei due sindaci è stata quella di chiedere nell'incontro «una pianificazione per non creare disagi ai cittadini», quella che Giuntini ha definito venerdì «la percezione della sicurezza».
In questo senso i sindaci sono stati rassicurati dalle autorità, anche dal fatto che le persone in arrivo avranno lo status di "profughi" e non di "clandestini", ovvero muniti di regolare permesso di soggiorno, che in sé comporta il rispetto di alcune procedure che agevolano il controllo. Nei due comuni, intanto, sono già iniziati i preparativi: nell'incontro in Prefettura si è parlato di come coinvolgere le associazioni di volontariato a sostegno degli esuli. All'Asl invece il compito di eseguire tutti gli accertamenti sanitari al loro arrivo.
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