Il Tirreno

Grosseto

Simone è emozionato: «Spero vengano in tanti a commuoversi per questo straordinario racconto»

"Li Romani in Russia" di Cristicchi

Clelia Pettini
<strong>IN SCENA. </strong>Simone Cristicchi durante lo spettacolo teatrale
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IN SCENA. Simone Cristicchi durante lo spettacolo teatrale

Martedì a Follonica il cantante debutta con il monologo-spettacolo teatrale

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GROSSETO. Sarà sul palco della Fonderia Leopolda di Follonica martedì sera con lo spettacolo teatrale "Li Romani in Russia" tratta dal poema di Elia Marcelli. È Simone Cristicchi, uno degli artisti più apprezzati del panorama musicale. Con questo monologo, che racconta la disfatta in Russia dell'esercito italiano nel 1941-43, debutta per la prima volta nel ruolo di attore.  "Li Romani in Russia" racconta uno dei momenti più tragici e allo stesso tempo meno conosciuti della storia italiana, ma anche una vicenda a te molto vicina: tuo nonno, infatti, era un reduce. «Il silenzio di mio nonno, comune a molti veterani, ha suscitato in me curiosità e voglia di approfondire. Ho letto molto sulla campagna di Russia e ho conosciuto l'opera di Elia Marcelli. Un poema classico, scritto in ottava rima e in dialetto romanesco che a differenza di altre opere, come "Il sergente nella neve" di Rigoni Stern, descrive la vicenda con un linguaggio schietto. L'autore, inoltre, non è stato edito in vita e per questo si è permesso di raccontare anche episodi scabrosi, violenti, quasi da film horror. Ho deciso di mettere in scena un testo che mi assomiglia molto: nella prima parte si ride, poi si inizia a narrare gli eventi più drammatici e c'è un binomio di ironia a tragicità.  Uno spettacolo che ha debuttato il 31 ottobre a Mosca... Sì, con un grande successo. Era la prima volta in 70 anni che la storia di quella guerra veniva rappresentata. E il pubblico russo l'ha accolta molto bene, grazie anche a una traduzione simultanea che gli permetteva di comprendere appieno il testo. "Li Romani in Russia" arriva a Follonica poco dopo la celebrazione de "La Giornata della Memoria", una ricorrenza nata per non dimenticare eventi tragici della nostra storia.  Pensi che chi assiste al tuo spettacolo sia già necessariamente "educato" alla memoria? «Abbiamo già fatto circa 20 rappresentazioni e credo che i miei spettatori siano trasversali. Ci sono persone più anziane che conosco quei fatti per averli vissuti o sentiti attraverso i racconti, ma anche tanti giovani. Penso che il pubblico sia anche molto incuriosito dal mio debutto teatrale. È un passo importante della mia carriera, ho studiato molto e Alessandro Benvenuti (il regista n.d.r.) mi ha aiutato tanto, soprattutto ad affrontare un monologo in cui sono solo sulla scena, pochi oggetti mi circondano e non ci sono canzoni ad intervallare la recitazione».  Come avveniva per "Canti di miniere, d'amore, vino e anarchia" portato in scena con il Coro dei minatori di Santa Fiora... «Sì, ma sto raccogliendo tante soddisfazioni. Il pubblico assiste a qualcosa di magico, come se vedesse un film attraverso le parole. Per questo conto di portarlo in giro almeno per 2 anni! Certo, anche con il Coro abbiamo fatto oltre 80 repliche e ad aprile riprenderemo il tour. In più a marzo uscirà per Rizzoli il dvd "Santa Fiora Social Club", un film che racconta la favola di questo gruppo di signori, di tutte le età, che si sono ritrovati a girare l'Italia, a salire sul palco di San Remo e con cui ho fatto un'esperienza meravigliosa. I Minatori saranno presenti anche a Follonica, perché abbiamo un rapporto speciale e quando sono in Maremma ci incontriamo sempre.  Ultimamente vieni spesso qui... «Apprezzavo già questa terra, ma da quando ho conosciuto i Minatori è scoccata una scintilla. Mi sono persino sposato a Montemerano lo scorso giugno. La cerimonia è stata celebrata da un "minatore" Renzo Verdi, sindaco di Santa Fiora, e tutto il Coro è venuto a festeggiare. E l'affetto che nutro per la Maremma è ricambiato dal pubblico».  Cosa attendi a Follonica? «Spero che vengano in molti: a tirarmi ortaggi o a commuoversi con questo straordinario racconto, che tra l'altro, è uscito anche a fumetti».

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