Il Tirreno

Grosseto

Ambientalisti a convegno sui mali delle geotermia

3 MINUTI DI LETTURA





 SANTA FIORA.Seminario sulla geotermia come spazio di discussione e ricerca di un progetto che sia "oltre" e "altro" l'attuale stato di cose. Appuntamento Ad Abbadia San Salvatore, nella sala della Videoteca, domani a partire dalle 10,30. La giornata è organizzata dal Comitato ambientalista amiatino che punta i piedi contro lo sfruttamento del vapore e contro la ipotesi di ampliamento delle centrali della montagna. In una premessa, gli ambientalisti ironicamente osservano che «da più parti, Enel, Regione Toscana, Enti Locali, partiti di destra e di sinistra, Enti di ricerca e di controllo, Università, media, Fondazioni culturali o dello spettacolo, Associazioni ambientaliste e di categoria, sono a lavoro per cambiare il senso delle parole e per coartare il pensiero attraverso la manipolazione e la propaganda. Così lo sfruttamento geotermico dell' Amiata diventa "Motore dello sviluppo».  Il protocollo Enel-Regione che prevede il raddoppio delle centrali geotermiche diventa "Valorizzazione delle risorse del territorio", le emissioni di arsenico, mercurio, acido solfidrico, boro passano come "criticità " e non come vere e proprie catastrofi ambientali e sanitarie; l'aumento della mortalità nell' area sud della Toscana, registrata dall' indagine epidemiologica viene addebitata agli "stili di vita" e non all' inquinamento di aria, acqua e suolo provocata dalle centrali di Enel. La drammatica riduzione del bacino idrico amiatino nell'indagine piezometrica sarebbe da attribuirsi a sfavorevoli "condizioni climatiche per mancanza di piogge" piuttosto che all'uso smodato e scellerato di acqua per la produzione di elettricità. L'inquinamento delle acque da arsenico e boro di "origine geogenica", cioè naturale, piuttosto che la conseguenza della connessione tra bacino geotemico e falda freatica. La degradazione delle condizioni di vita dovute alla proliferazione di innumerevoli forme di nocività e di degrado ambientale, sociale e culturale, possono avvenire senza suscitare reali proteste, solo nascondendo la verità. (f.b.) L'ACCORDO E Green power sbarca in Turchia  Mentre il Comitato ambientalista fa il suo gioco, Enel Green Power rende noto che dalla Maremma e da Larderello e da quella Toscana geotermica, dove tutto cominciò all'inizio del secolo scorso, la geotermia continua a fare scuola nel mondo esportando il know how sviluppato in Toscana in tutti i territori in cui la natura mette a disposizione il calore della terra per la produzione di energia elettrica. Enel Green Power ha raggiunto un accordo con il gruppo industriale turco Uzun per lo sviluppo di impianti geotermici in Turchia. Enel Green Power finanzierà l'esplorazione di superficie per procedere all'identificazione delle zone più idonee per lo sviluppo dei progetti. Ad oggi sono 86 i megawatt geotermici già installati in Turchia. Enel Green Power è il primo operatore di energia geotermica nel mondo, presente in Italia e nel continente americano. In Toscana gestisce il più antico complesso geotermico del mondo con 33 impianti - collocati tra le province di Pisa, Grosseto e Siena - e 730 MW che producono 5 miliardi di kWh l'anno, il consumo medio annuo di 2 milioni di famiglie; inoltre fornisce calore per riscaldare più di 8.700 utenze e 25 ettari di serre. Nella provincia di Grosseto, le 8 Centrali geotermiche, distribuite tra Monterotondo, Montieri e Santa Fiora sull'Amiata, hanno una potenza installata di 180 MW e soddisfano il fabbisogno energetico di 500.000 famiglie toscane ed italiane.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani