Il Tirreno

Grosseto

I reati sono caduti in prescrizione

Truffa sui quadri assolta l'imputata

2 MINUTI DI LETTURA





 CASTEL DEL PIANO. Era accusata di una truffa legata alla vendita di quadri: perché con modalità di vendita o con cifre o anche con quadri diversi da quelli pattuiti e firmati dai clienti. E anche di essersi appropriata di 35 dipinti. Ma per una parte delle imputazioni è stata assolta perché il fatto non sussiste. E sui fatti precedenti al marzo 2003 è calata la prescrizione: non doversi procedere, ha sentenziato il giudice Sergio Compagnucci. Michela Bracci, 58 anni, abitante ad Albinia, era finita sotto accusa in qualità di procacciatrice di affari e di agente monomandataria della società Cde sas di Castel del Piano, che svolge l'attività di commercio di quadri e opere d'arte: era stata querelata dal legale rappresentante della Cde, Luciano Mastacchini, che in un lungo documento inviato alla Procura aveva ricostruito le mansioni della donna e le modalità con le quali si sarebbe dovuta svolgere l'attività. La querela era stata scritta dopo che il rapporto professionale si era interrotto (tra il 2003 e il 2004) e dopo che erano risultate alcune incongruenze. La guardia di finanza aveva effettuato una perquisizione nel giugno 2004. Poi la citazione a giudizio. Per falso, perché la Bracci avrebbe formato false lettere d'ordine con false firme dei clienti: cifre, quadri e modalità di pagamento sarebbero stati differenti. Per truffa, perché con quei raggiri si sarebbe procurata un profitto ingiusto di svariate decine di milioni di vecchie lire. Per appropriazione indebita, perché si sarebbe appropriata di 35 quadri, della Cde o dei clienti, quadri da loro consegnati in permuta per l'acquisto di altre opere. Difesa Malasoma e Anna Maria Bracci, parte civile avvocato Bertolini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web