Il Tirreno

Grosseto

Strillaie, via alla produzione di cdr

Guido Fiorini
<b>STRILLAIE. </b>L&#146;impianto quasi finito nella zona delle Strillaie
◗
STRILLAIE. L’impianto quasi finito nella zona delle Strillaie

Dopo le sentenze l'impianto è pronto, da primavera iniziano i collaudi

3 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Consiglio di Stato da una parte e Tar dall'altra, in poche settimane, hanno spento del tutto, o quasi, le speranze dei comitati locali e degli ambientalisti di fermare gli impianti delle Strillaie e di Scarlino.  Il primo ha messo la parola fine al ricorso del Wwf, e i lavori di Strillaie vanno avanti con celerità, il secondo ha negato la sospensiva all'autorizzazione all'inceneritore, che ha già iniziato a bruciare Cdr, per il momento "importato" da Prato e da Asti. Del merito si parlerà a giugno, ma nel ricorso non ci sono argomentazioni nuove.  Alle Strillaie intanto, i lavori, fatti da aziende locali (fra cui la Laurenti e la Massai), volgono a conclusione. I piani di Futura, la società partecipata da Sta Unieco, Sit Vicenza e Daneco Waste, sono di iniziare i collaudi in primavera, certamente prima dell'estate. Significa che, sia pur in quantità minori rispetto alle 120mila tonnellate annue previste a regime, i rifiuti inizieranno ad arrivare. L'impianto lavorerà, in due linee distinte, sia la spazzatura non trattata, chiamata "tal quale", cioè i sacchetti che buttiamo nel cassonetto, sia la parte umida da raccolta differenziata, ottenendo cdr (combustibile da rifiuti) e compost di qualità.  «In effetti ormai siamo pronti - dice Massimo Filipponi, amministratore delegato di Futura - e fra poco partiamo con i collaudi. Questo è un impianto di nuova generazione che, per l'Ato Sud, produrrà cdr e compost. Porterà vantaggi a tutta la Maremma, da cui riceverà i rifiuti. Basti pensare se prima a Cannicci andavano cento tonnellate, dopo il nostro trattamento, ne andranno solo 20. La vita della discarica sarà così allungata di cinque volte».  Le due linee. L'impianto, a regime, tratterà circa 120mila tonnellate all'anno di rifiuti. La maggior parte (circa 92mila tonnellate all'anno) saranno rifiuti urbani indifferenziati: saranno selezionati e diventeranno cdr (combustibile da rifiuti) e fos (frazione organica stabilizzata). Il cdr in uscità sarà circa la metà dei rifiuti in entrata, quindi circa 46mila tonnellate all'anno. Dai rifiuti indifferenziati saranno poi recuperati metalli ferrosi (3300 tonnellate all'anno, 3,7%) e non ferrosi (457 tonnellate annue) che saranno venduti sul mercato e comunque recuperati.  L'altra linea di produzione farà compost di qualità dalla frazione organica di rifiuti urbani e rifiuti verdi, entrambi provenienti dalla raccolta differenziata. Si prevede che ne arrivino circa 28mila tonnellate all'anno. Il processo di "maturazione" consentirà di ridurre il peso del 45%. Il compost prodotto sarà circa 10mila tonnellate all'anno.   La sicurezza. «Vorrei chiarire - dice ancora Filipponi - che qui non sarà bruciato niente, ma ci saranno comunque fumi e scarti, che saranno filtrati prima dell'immissione in atmosfera. Lo stesso sarà fatto per le acque di percolato e di condensa. Sono previsti, invece, interventi importanti di miglioramento della viabilità, in particolare sull'asse che collega l'Aurelia all'impianto».  Anche perché, molto presto, è probabile che il cdr prodotto, peraltro di proprietà dell'Ato, finisca per essere bruciato nell'impianto di Scarlinoenergia.  Quest'ultimo è sì fuori dal piano provinciale dei rifiuti ma, visto quanto incide il costo del trasporto sul prezzo del cdr stesso, averlo in produzione a pochi chilometri sarà un vantaggio non di poco conto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera