Niente vendita o privatizzazione La Regione vuole riorganizzare il settore delle aziende agricole
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ALBERESE. Lazienda agricola di proprietà della Regione Per il sindaco Bonifazi, «sì al risanamento, ma non diventi cavia» Puntano alle risorse dei privati sia Cutini (Fli) che Vianna (Lega)
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GROSSETO. «Da parte della Regione non c'è nessuna intenzione né di vendere né di privatizzare Alberese ma solo l'intento di riorganizzare tutto il settore delle aziende agricole di proprietà». Il presidente della commissione Agricoltura del consiglio regionale Loris Rossetti (Pd) interviene interpretando così la risoluzione votata a maggioranza che impegna la giunta a «riconsiderare le prospettive dell'Azienda, valutando la possibilità di avviare un percorso che porti, entro il 31 dicembre 2011, ad una cessazione della gestione diretta». «Il tutto tramite affidamenti a privati delle attivita' aziendali, perseguendo l'obiettivo di una valorizzazione del patrimonio o valutando anche l'alienazione di parte o di tutto il patrimonio aziendale». Per Rossetti si tratta solo di una riorganizzazione del servizio, e della rinuncia «alla commercializzazione che è invece una prerogativa più da privato che da pubblico, ma questo - conclude - non significa né vendere, né privatizzare ma utilizzare al meglio le risorse regionali». Anche il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, definisce mere "opinioni" quelle che parlano di privatizzazione e vendita dell'azienda. I fatti, secondo il primo cittadino, sono altri. «L'Azienda agricola regionale dell'Alberese - dice - ha appena dato inizio ad un percorso di risanamento e di prospettiva che già da quest'anno vedrà i suoi primi concreti risultati». Il sindaco mette, però, le mani avanti avvertendo che «una questione tanto complessa come quella delle aziende regionali, non possa certo utilizzare Alberese, una delle realtà più importanti in Italia, come cavia per un progetto di risistemazione complessiva». Un'apertura nei confronti di una privatizzazione, in tutto o in parte, dell'Azienda regionale di Alberese arriva dalla capogruppo di Fli in consiglio provinciale, Laura Cutini, che chiede un dibattito pubblico e partecipato sulla risoluzione del Consiglio Regionale. Fli non sosterrà aprioristicamente la esclusiva funzione pubblica dell'Azienda di Alberese, ma «ricercheremo - dice Laura Cutini - un confronto per una migliore destinazione di quella azienda. Riteniamo che la Regione Toscana non debba affrettare i processi decisionali». La convinzione, in ogni caso, è che «un'azienda pubblica che tra le sue maggiori attività include la produzione di vino, l'allevamento di bestiame da carne e che commercializza il prodotto macellato attraverso punti di vendita, crediamo che operi, non strategicamente, in segmenti di mercato che sono molto più attinenti invece agli operatori privati». A chiedere di privatizzare «almeno i punti vendita e l'agriturismo, e che si rinunci almeno alla commercializzazione», è Antonio Gambetta Vianna, capogruppo della Lega Nord Toscana in Regione. «La semplice riorganizzazione - dice l'esponente leghista - non permetterà a quest'azienda di risollevarsi e tappare le perdite. Siccome sono i cittadini toscani con le loro tasse a tenerla in vita, sarebbe opportuno che venisse privatizzata». E.P.
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