Il Tirreno

Grosseto

Il segretario Pd, Bartoletti «Priorità al lavoro e al porto decisive anche le rinnovabili»

Enrico Giovannelli
<strong>PD.</strong> Daniele Bartoletti segretario a Castiglione della Pescaia
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PD. Daniele Bartoletti segretario a Castiglione della Pescaia

Quasi pronto il programma in vista delle amministrative «Aiuti a chi produce reddito. Con le rendite il paese muore»

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CASTIGLIONE. Si muove anche il Pd in vista delle prossime amministrative a Castiglione. Il lavoro sarà al centro del programma, e il segretario comunale Daniele Bartoletti, fa il punto della situazione. Tocca a lui illustrare i punti essenziali del documento programmatico messo a segno dai democratici, e che sarà la base di confronto con gli alleati chiamati a formare la coalizione che si opporrà al centro destra. Se il Pdl, e di conseguenza tutto il centrodestra, sarà costretto ad attendere le decisioni del sindaco uscente Monica Faenzi, come sussurrato da più parti, con il candidato che si saprà solo all'ultimo minuto, il centro sinistra è invece partito per scrivere per primo il programma.  

Segretario Bartoletti, è l'inizio delle grandi manovre?
«Il percorso delle alleanze parte da un progetto, che definiremo insieme sulla base dell'esperienza degli ultimi 5 anni e delle esigenze future del paese. Il nostro rilancio transita attraverso il lavoro, unico motore che può arrestare l'emigrazione che Castiglione ha vissuto in questi ultimi anni e rigenerare l'economia locale».  

Cosa intende con la parola lavoro?
«Innanzitutto vogliamo sostenere il lavoro. Intervenire sulle infrastrutture, prima fra tutti il porto. Il nostro progetto prevede l'ampliamento verso l'entroterra collegando la parte fluviale al porto canale esistente, e riqualificando i servizi, aumentando così l'offerta di posti barca. Un porto nuovo, gestito dagli ormeggiatori, che offrirà opportunità occupazionali e avrà bisogno di servizi. Sistemata la parte portuale, lo sviluppo delle attività produttive e di quelle per l'accoglienza che gravitano intorno al turismo nautico sarà naturale».  

Ma Castiglione non è solo turismo nautico. Esiste anche tutto l'entroterra che è pur sempre una grande risorsa. E' d'accordo?
«Certamente. Se pensiamo alle zone agricole per esempio, andrà aperta la strada alla realizzazione di impianti per la produzione di energie rinnovabili, unico modo per consentire la coltivazione dei terreni e la sopravvivenza delle aziende. Escludere Castiglione dalle rinnovabili significa condannare la campagna all'abbandono e il territorio a essere trascurato. E per rinnovabili non si intende solo il fotovoltaico: basti pensare che un impianto a biomasse da 1 megawatt richiede la coltivazione di oltre 500 ettari di terreno, e non ha alcun impatto ambientale. Il nostro intento è dare un lavoro ai castiglionesi, offrendo così un valido motivo per vivere in questo paese. Dopo non serviranno più improbabili artifici urbanistici che, strumentalizzando l'emergenza abitativa dovuta ai prezzi, hanno il solo fine di trasformare gioielli dell'accoglienza come gli hotel David e Alleluja in seconde case. Per gestire l'emergenza abitativa c'è sempre la legge 167, con costi minori per tutti e nessuno strappo al tessuto urbanistico». 

Come vede il prossimo futuro Bartoletti? «Negli ultimi dieci anni si è assistito alla continua chiusura di attività artigianali e piccoli negozi per mancanza di lavoro. Con il rilancio del sistema portuale, e il mantenimento in vita dell'agricoltura, Castiglione avrà bisogno di strutture alberghiere, imprese di servizi e negozi di vicinato. Serve però la volontà di sostenere chi produce reddito e non rendita. Questa sarà la nostra sfida».

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