Il Tirreno

Grosseto

OBBLIGO DI DIMORA

Scarcerati i moldavi della banda dei videopoker

<b>SLOT MACHINE </b>La specialit&agrave; della banda di moldavi arrestati dalla polizia
◗
SLOT MACHINE La specialità della banda di moldavi arrestati dalla polizia

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. È finito il carcere per i tre stranieri sospettati di essere i componenti della cosidetta banda dei videopoker. Il giudice Marco Mezzaluna ha attenuato le misure inizialmente applicate dopo la convalida e ha disposto l'obbligo di dimora per Vasile Haivaz, 25 anni, Eduard Pistol, 26, e Tudor Ungureanu, 22, moldavi abitanti a Grosseto stati arrestati alcune settimane fa - poco prima di Natale - dalla polizia di stato.  Sarebbero più di 50 i colpi messi a segno in provincia. Le attenzioni della polizia si erano focalizzate su di loro a metà novembre, quando una barista di Grosseto aveva trovato il sistema antifurto del suo locale manomesso: controllando le immagini del sistema di videosorveglianza gli agenti avevano individuato i tre moldavi. Seguendoli. A Monterotondo i tre avevano preso di mira il bar "Icché c'è c'è". Il terzetto era entrato in azione svaligiando le slot machine. All'uscita era entrata in azione la polizia. La simulazione di un incidente era stato lo stratagemma adottato dagli agenti per bloccare la fuga della Volvo station wagon. Il giudice ha accolto l'istanza dei difensori Riccardo Lottini e Romano Lombardi. Ma il Tribunale ha accolto anche la richiesta di dissequestro del denaro (1.300) euro trovato a Haivaz e Pistol e ritenuto di provenienza illecita. Il Tribunale del riesame (Addimandi presidente, Pedone, Compagnucci) ha annullato il sequestro probatorio della somma. L'auto, invece, resta sotto sequestro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani