Il Tirreno

Grosseto

È allarme per il futuro dei portalettere

<b>PORTALETTERE. </b>Momenti duri per i postini: in vista tagli e accorpamenti
◗
PORTALETTERE. Momenti duri per i postini: in vista tagli e accorpamenti

Per Rifondazione sono ormai 35 i tagli dal 2007 a oggi

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Entro il 17 gennaio i portalettere di Roccalbegna, Scansano, Gavorrano, dovranno abbandonare i loro presidi postali storici, per essere accorpati rispettivamente a Santa Fiora, Grosseto, Follonica. «Altri ancora vedranno invece persa la zona che servono con la posta, perché soggetti ad accorpamenti in altri uffici. Altre 18 saranno tagliate. Dal 2007 ad oggi sono 35».  «Non c'è da perdere tempo, la capillarità delle poste sarà ulteriormente smantellata entro gennaio nella nostra provincia - è la nota preoccupata del partito della Rifondazione Comunista - La capillarità degli uffici completi è una ricchezza collettiva oltre che storica e stanziale che va salvata».  Per illustrare il problema il Prc usa le parole dell'allora sottosegretario al dipartimento comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, quando presentò al Parlamento le linee fondamentali del contratto di programma 2009/11. «...La nostra proposta è di adottare nuovi criteri di distribuzione della rete postale pubblica in particolare misure tese ad assicurare il servizio nei comuni disagiati e/o a minore densità demografica, ove si garantisce l'operatività di almeno un ufficio postale. È infatti convinzione dell'esecutivo che le azioni di contenimento dei costi e l'andamento decrescente dell'onere derivante dagli obblighi di servizio universale che la Società è tenuta a garantire, non debbano in alcun modo intaccare la capillarità della rete postale, soprattutto nelle zone territorialmente più disagiate e economicamente meno remunerative».  Rifondazione fa notare alle istituzioni pubbliche che il problema è anche istituzionale e politico. «Deve essere affrontato dalle autorità del territorio, sindaci, prefetture, Regione. Quello che sta avvenendo è strettamente d'interesse pubblico. I sindacati dovrebbero semmai denunciare che i ripetuti accorpamenti dei portalettere in sempre meno uffici hanno ottenuto il risultato di far abbandonare locali più che degni e trasformare sedi di lavoro in ovili, insaturi, diseconomici, pericolosi per uomini e oggetti postali. Denunciare la qualità del servizio al fine di garantire sviluppo ed occupazione, equilibrato e reale; ammettere il fallimento degli accordi sindacali riguardanti i lavoratori addetti al recapito della posta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani