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Una discarica abusiva nell'ex Mattatoio Il sindaco tra gli imputati

Una discarica abusiva nell'ex Mattatoio Il sindaco tra gli imputati

Eternit, batterie e pneumatici scoperti dal Noe dopo la segnalazione di cittadini preoccupati

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 CASTELL'AZZARA. Lì dentro, nell'area dell'ex Mattatoio lungo la strada provinciale Sforzesca, c'erano rifiuti di ogni genere. Non c'era un cancello, non c'era un controllo. E si erano accumulati mobili ed elettrodomestici, batterie e residui di demolizioni. Per quella che era diventata una discarica abusiva sono finiti sotto processo in tre, fra cui il sindaco Marzio Mambrini.  Questi sarà processato l'8 aprile davanti al giudice Puliatti. Mentre hanno già definito la loro posizione davanti al giudice - con il patteggiamento - il responsabile della gestione rifiuti per il Comune e il presidente del consiglio di amministrazione della Prisma società coop a responsabilità limitata. Sono rispettivamente Claudio Corazzi, che con il pm onorario Tozzi ha concordato 3 mesi e 10 giorni (convertiti in 3.800 euro) e 1.600 euro di ammenda, pena sospesa, e Daniele Fazzini, che ha avuto dal giudice Bilisari una pena finale di 2 mesi di arresto convertita in 2.280 euro di ammenda.  Le indagini dei carabinieri del Noe, dell'Arpat e della Asl avevamo trovato inizio anche in una lettera inviata agli enti locali, sindaco compreso, il 14 luglio 2009 un gruppo di cittadini preoccupati: la recinzione dell'area dell'ex Mattatoio era aperta e nessuno controllava ciò che veniva depositato all'interno. Avevano anche inviato una serie di foto che documentavano la presenza di mobili, frigoriferi, coperture in eternit, televisori, pneumatici. Il sequestro preventivo dei carabinieri, poi convalidato dal gip, scattò il 22 luglio su quella che venne identificata come una discarica di rifiuti speciali pericolosi e non. Sigilli che sono caduti nel gennaio scorso. I militari acquisirono la documentazione reperita per i rifiuti che vi erano stati illecitamente depositati, l'Arpat effettuò un sopralluogo al termine del quale stilò una relazione poi inviata alla Procura.  Differenziata la posizione degli imputati. Per il sindaco e il tecnico comunale l'accusa di aver effettuato attività di stoccaggio di rifiuti urbani e speciali, pericolosi e non, su un'area di proprietà comunale adiacente al fabbricato dell'ex Mattatoio: amianto nell'eternit, vetro, sfalci e potature, ingombranti, metallici, batterie, apparecchi elettrici ed elettronici fuori uso, frigoriferi contenenti clorofluorocarburi, pneumatici usati, rifiuti da demolizione. Il tutto in vari cumuli di svariati metri cubi, ognuno dei quali localizzato con precisione nel rapporto. Per Mambrini, Corazzi e Fazzini lo stoccaggio abusivo dei rifiuti provenienti da demolizioni e costruzioni facenti capo alla Prisma. Per Fazzini, infine, il trasporto di quei rifiuti in assenza della comunicazione per l'iscrizione all'Albo nazionale gestori, cioè la cosidetta "procedura semplificata". L'8 aprile sarà la volta del sindaco.

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