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Primari, assunzioni ferme al palo

Primari, assunzioni ferme al palo

Ancora niente ricambio per i dirigenti andati in pensione nel 2010 Entro un paio di settimane Firenze dirà se ci sono soldi sufficienti

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 GROSSETO. I tagli alla sanità pubblica non colpiscono sono i pigiami, ma anche i camici bianchi. Una quindicina di medici, 16 primari e tutti gli infermieri e gli addetti alla sanità che contano di essere assunti nel 2011 dovranno pazientare ancora un paio di settimane per sapere se il piano di assunzioni per l'anno appena iniziato permetterà loro di ottenere l'agognato posto di lavoro.  «Abbiamo presentato per tutti la domanda in Regione - spiega il direttore generale della Asl 9 Fausto Mariotti - che in questi giorni sta approvando i bilanci, quello consuntivo del 2010 e quello previsionale per 2011. Aspettiamo il piano assunzioni per vedere se c'è compatibilità economica per fare le assunzioni necessarie, ma lo sapremo fra quindici giorni».  Lo scorso anno sono andati in pensione tredici primari e altri tre saranno chiamati a capo di altrettante unità operative ex novo per un totale di sedici nuovi primari. Le procedure per i concorsi sono gestite non direttamente dall'Asl, ma dall'Estav (Ente per i servizi dell'area vasta sud-est, Grosseto, Siena e Arezzo). C'è poi una quindicina di medici da arruolare oltre al solito 8-10 per cento di personale che si avvicenda ogni anno con il turn over, cioè pensionamenti seguiti da assunzioni. Nella lista rientra anche chi è a tempo determinato e attende di essere assunto a tempo indeterminato.  La "fuga" di primari registrata lo scorso anno ha creato una piccola rivoluzione nella Asl che ha perso tanti direttori di lunga data tutti insieme. Alcuni sono andati in pensione per limiti di età, altri usando le finestre per il pensionamento che si sono aperte tra ottobre e novembre. Molti, inoltre, hanno approfittato delle modalità di riscossione delle liquidazioni, più vantaggiose entro il 31 dicembre 2010. Fino a quella data il versamento - per un ex primario la cifra si aggira sui 200mila euro - era in un'unica soluzione, mentre dal 1º gennaio in poi, con la nuova legge, in tre anni. (f.f.)

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