Il Tirreno

Grosseto

Tre chiusure in più per i negozi Il Comune fa la sua proposta al tavolo del tutti contro tutti

Francesca Ferri
<strong>SHOPPING </strong>domenicale: tutti contro tutti
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SHOPPING domenicale: tutti contro tutti

Rispolverata l'ordinanza originaria: stop 12 domeniche l'anno e il 26 dicembre. Ora la concertazione, altre ipotesi da vagliare

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GROSSETO. Sul commercio il Comune di Grosseto tira dritto per la sua strada e ieri al tavolo di confronto sulle aperture domenicali e festive ha servito il solito piatto dell'anno scorso. Ha riproposto, cioè, l'ordinanza tutt'ora vigente che, a un anno dalla sua entrata in vigore, proprio in questo periodo doveva passare l'esame di amministratori e addetti ai lavori per un'eventuale modifica o riconferma.  E riconferma è stata, anche se con una piccola concessione al fronte del no: il Comune, infatti, ha intenzione di ritirare la deroga che permetteva ai negozi di stare aperti anche la terza domenica di gennaio e luglio, mesi dei saldi, e aggiunge la chiusura il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre. Col risultato che ci saranno tre sole chiusure in più nei festivi rispetto a quel che succede oggi, cioè facoltà di stare aperti prima, seconda e quarta domenica del mese, ad eccezione dei mesi di gennaio, luglio e dicembre quando tutte le domeniche sono buone per lo shopping.  Per il momento, tuttavia, ancora non c'è nulla di definitivo. Nel corso dell'incontro Ferderconsumatori, Unione Nazionale Consumatori, Ascom, Confesercenti, Federdistribuzione, Confcooperative, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno ribadito le loro posizioni all'assessore al commercio Moreno Canuti che, a sua volta, ha esposto la linea che il Comune intende seguire, ha raccolto le reazioni e ora riferirà al sindaco e alla giunta, cui spetta l'ultima parola.  A breve dovrebbe esserci un terzo incontro - il tavolo di ieri era il secondo convocato in poche settimane dopo un anno di monitoraggio degli effetti dell'ordinanza - che promette di essere risolutivo. «La decisione è stata rimandata per approfondire ulteriormente la questione - spiega il sindaco Emilio Bonifazi -. Non è stata fissata una data per il prossimo tavolo, ma fin da ora possiamo dire che per quest'anno a gennaio le aperture rimangono così come previste dall'ordinanza attuale, cioè con la terza domenica aperta».  La discussione, dunque, è stata rinviata, ma rimane il fatto che il Comune ha finalmente calato le carte e mostrato la sua posizione. Una posizione che è stata accolta con qualche sorpresa. I bisticci di commercianti, lavoratori e consumatori che, attraverso le loro associazioni di rappresentanza e i sindacati, da mesi si accapigliano intorno a quel tavolo e fuori, non sembrano infatti aver scalpito più di tanto la linea intrapresa dal Comune. Che non ha appoggiato la via del "tutto chiuso e sempre" caldeggiata da associazioni di commercianti, sindacati e alcune associazioni di consumatori che vogliono applicare integralmente la legge regionale (sempre chiusi nei festivi, tranne otto domeniche all'anno) e che oggi è derogata nel comune di Grosseto in virtù della sua vocazione turistica. Né ha voluto cambiar rotta di 180 gradi accontentando chi, come la grande distribuzione e parte dei consumatori, chiede l'esatto opposto, vale a dire emanare un'ordinanza che consenta di stare sempre aperti.  L'amministrazione, in sostanza, ha scelto una via di mezzo che, di fatto, poco cambia rispetto a quel che succede tutt'oggi. «La nostra proposta - spiega il sindaco Bonifazi - parte dalla base dell'ordinanza attuale. Al tavolo ci sono state nuove proposte, come chi chiede di adottare anche nel nostro comune le regole in vigore in altri comuni toscani, come quello di Livorno. Valuteremo tutte le proposte e non ci sottrarremo dal prendere decisioni anche se norme di questo genere più che ai singoli comuni, dovrebbero essere prese a livello provinciale per dare maggiore omogeneità».

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