Il Tirreno

Grosseto

Mario Lolini splende in 6x3 La campagna elettorale ora è cominciata sul serio

Francesca Ferri
<strong>CANDIDATO </strong>Mario Lolini
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CANDIDATO Mario Lolini

Il candidato del Pdl debutta coi poster formato gigante Lo slogan è "Ciao Grosseto": «Informale come me»

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GROSSETO. Sguardo rassicurante, capello brizzolato su occhiale da vista che fa un po' intellettuale, mano sul mento di chi ha già messo al lavoro le meningi per il nuovo ruolo che - spera - lo attende. E un saluto, scritto a caratteri cubitali: «Ciao Grosseto».  Mario Lolini, il candidato a sindaco di Grosseto del Pdl che sfiderà Bonifazi alle prossime elezioni in primavera, si presenta così ai grossetani. Salutandoli da tanti mega cartelloni pubblicitari di tre metri per sei spuntati in città da un paio di giorni. Lolini saluta da viale Sonnino, ammicca dalla Senese, fa cenno da dietro la statua del badilante all'incrocio dell'Aurelia nord. Così, semplicemente, senza neanche soffermarsi sul suo nome. Un "dettaglio", questo, che verrà.  «Per il momento - spiega al telefono - basta la foto e questo saluto informale. Abbiamo volutamente omesso nome, simbolo del partito e la lista. Lo scopo è creare curiosità. Io non me ne intendo di comunicazione, non è il mio mestiere. Mi sono rivolto a professionisti e questa è la strategia: fare in modo che la gente si chieda "ma chi è questo?". Il resto verrà».  E così, con questo signore che saluta dal cartellone, inizia ufficialmente la campagna elettorale per le amministrative grossetane del 2011. Una campagna che Lolini affronta con il sorriso sulle labbra. «Figuriamoci - spiega divertito - che per quella foto me ne hanno scattate sessantacinque. Mi dicevano: "Sorrida". Ma come si fa davanti alla macchina fotografica? Alla fine hanno scelto quella che sembrava venuta meglio». Ma la piccola tortura non è finita lì.  «Mi volevano pure fare il fotoritocco - spiega Lolini - per togliere le rughe e i capelli brizzolati. "Ma per carità", ho detto, "lasciatemi stare così, sono uno abituato a lavorare sotto il sole, vengo dalla campagna". Le mie rughe sono la mia storia».  Cosa dire, a quel punto, per la prima volta, ai grossetani? «"Ciao" è una parola informale - spiega - che ci si scambia da pari a pari. E così voglio essere per i miei concittadini. Perché al di là della mia appartenenza politica, la mia volontà è di aprirmi ai grossetani. Io sono di indole umile, sono un uomo del popolo, un agricoltore. Faccio il consigliere comunale da anni, ma non sono un politico di professione».  Dunque c'è bisogno di fare le presentazioni con i grossetani. «Questi cartelloni rimarranno per due settimane - spiega Lolini - poi saranno sostituiti da altri che conterranno anche il mio nome e il messaggio politico elettorale». Nelle frazioni i cartelloni saranno più piccoli, mentre non sono previste le vele, i camioncini con un grosso manifesto double face sul retro. «La campagna - spiega Lolini - è in gran parte autofinanziata e si poggia anche sul volontariato. L'idea della mia candidatura è venuta per la prima volta ad aprile 2010 ma solo dieci giorni fa è diventata ufficiale. Se sono emozionato? No, ma sento la responsabilità di non deludere le persone che mi danno fiducia».  Lolini promette «novità in tutti i sensi». A cominciare dal ruolo di Grosseto «che - spiega Lolini - si deve riappropriare del ruolo di capoluogo di provincia e collaborare con Palazzo Aldobrandeschi, anche se di colore politico diverso dal mio». Insomma, tra uno scatto, uno slogan, una strategia politica e un'alleanza, per il debuttante Lolini, alla sua prima campagna elettorale per diventare sindaco, il gran ballo delle amministrative è iniziato.

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