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BASTIANINI REPLICA
Si facciano rispettare le regole del partito
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SCONTRO. Sopra Bastianini sotto Pinzuti 3 MINUTI DI LETTURA
Essere considerato una persona che ha ambizioni personali, che si avvita in discussioni autoreferenziali e che condiziona gli amici al proprio destino personale, sono affermazioni nelle quali non mi riconosco. In politica una giusta dose di ambizione non guasta, se è accompagnata da esperienza, qualità, e capacità di fare proposte politiche. Nel partito sino ad oggi non ho sentito alcuna proposta su welfare, lavoro, sviluppo economico della Maremma, meno che mai sui rifiuti napoletani. Ma forse sarebbe meglio sapere che cosa pensa il Pd sui rifiuti grossetani. Qualcuno però dovrebbe spiegare qual è il luogo del confronto. Credo che uno dei luoghi sia l'esecutivo ed è proprio con questa motivazione che il mio nome era stato proposto dal segretario dell'Unione Comunale Roberto Panfi, insieme a quelli di Lunardi, Milli e Stellini, come pacchetto unico del partito di Grosseto. Sull'accettazione di questo pacchetto erano state date ampie assicurazioni, poi il voltafaccia ed il mancato rispetto della parola data. Dichiarare che l'esecutivo è stato costruito per creare una novità politica è azzardato. Con tutto il rispetto per i nominati nell'esecutivo, non mi sento di sottoscriverne la loro novità. Per quanto riguarda poi la proposta di stare sulle questioni elaborando risposte innovative, non vedo come ciò sia possibile, visto che il partito non discute e non gradisce il confronto. Si è voluto alzare la bandiera del rinnovamento usando la mia persona, come se fossi un soggetto da mettere da parte perché poco raccomandabile. Vivo del mio lavoro e non di politica, per cui sopravvivrò e mi farò una ragione dell'esclusione. Sulla cartina di tornasole, non voglio dare giudizi personali sulla Mondei, alla quale vanno tutta la mia stima e considerazione, anche se non so se sia notoriamente moderata, categoria alla quale comunque io non appartengo. Lo Statuto all'art 18 comma 1 così recita: "I candidati alla carica di sindaco vengono scelti attraverso il ricorso alle primarie di coalizione". Al comma 3: "nel caso di primarie di coalizione, gli iscritti al Pd possono avanzare la loro candidatura", ed al successivo comma 4: "qualora non si svolgano le primarie di coalizione, si procede con le primarie di partito, a meno che la decisione di utilizzare un diverso metodo, concordato con la coalizione per la scelta del candidato comune, non sia approvata con il voto favorevole dei tre quinti dei componenti l'assemblea territoriale corrispondente". A Gavorrano queste regole sono state rispettate? Certamente no, visto che non sono stati garantiti i diritti agli iscritti. Come mai a Gavorrano ed Orbetello (dove si vota) non ci sono segretari delle Unioni comunali regolarmente eletti? Perché all'Argentario non è stato rispettato il rapporto di parità di genere, con la scusa che non c'erano donne disponibili a candidarsi? Barbara Pinzuti intervenga e faccia rispettare le regole, altrimenti sarà difficile trattenere gli iscritti, che sono passati da 5300 a poco più di 3000. Chiediamoci perché il partito è così poco attrattivo, forse perché solo alcuni hanno la chiave di casa. Anche sulle alleanze avrei da dire la mia: non condivido la scelta preferenziale a sinistra e solo una generica disponibilità ad aprire un confronto con il Polo della Nazione. Va invece predisposto un nostro programma sul quale confrontarsi con tutti coloro che sono disponibili, senza esclusioni, ma con un accordo provinciale e non attraverso accordi locali. Dopo discuteremo con chi sottoscrive il programma se fare o non fare le primarie. Altrimenti ognuno per la sua strada: è meglio scegliere gli alleati che farsi scegliere. Se la segretaria è convinta che la sua è la strada maestra per costruire "la nuova forte identità del Pd, superando steccati che non hanno più ragione di esistere e mettendo da parte le pur legittime aspirazioni personali in nome di un progetto comune con grandi ambizioni", non credo che questo sia il metodo corretto per costruire la proposta. Se manca il confronto e la condivisione delle decisioni il progetto non può essere comune. Quindi per togliere dall'imbarazzo la segretaria Pinzuti, ritiro la mia disponibilità a far parte dell'esecutivo. Gian Carlo Bastianini Componente assemblea naz. e direzione regionale Pd
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