Il Tirreno

Grosseto

Tentato omicidio, confermato il carcere

Fra.Go.

L'uomo che ha ferito il rivale in amore non ha risposto al gip

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 ARCIDOSSO. Mahmut Koc si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ieri mattina, davanti al giudice per le indagini preliminari, il turco che ha sferrato due coltellate al presunto rivale in amore, Serkan Yotice, ha deciso di restare in silenzio. Il gip Giovanni Muscogiuri, alla fine dell'interrogatorio, ha deciso di convalidare l'arresto. Troppo pericoloso rimettere l'uomo in libertà. Pericoloso perché il sospetto è che Koc possa tentare di colpire ancora il presunto rivale in amore, come è successo tre giorni fa nel bosco di Fonte della Monache. L'avvocato dell'uomo, Maurilio Toninelli aveva chiesto gli arresti domiciliari. Soluzione che però non è sembrata accettabile al gip. Nella casa di Arcidosso infatti, è tornata anche la moglie dell'uomo che il giorno del tentato omicidio, era andata in caserma a denunciare il marito per maltrattamenti.  E poi la paura che, una volta fuori dal carcere, Koc avrebbe anche potuto lasciare il paese o tentare di inquinare le prove. L'avvocato Toninelli intanto sta cercando di ricostruire insieme al trentacinquenne turco, la sequenza degli eventi di quel giorno. Il giorno della vendetta, che ha macchiato di sangue la neve del boschetto di Fonte delle Monache. Sembra infatti che Koc si fosse dato appuntamento con Serkan Yotice a Santa Fiora. E in auto con l'uomo, c'era anche la moglie. Dietro di loro un amico della coppia. L'incontro c'è stato. Ma la donna poi sarebbe salita in auto con Yotice, mentre il marito avrebbe accettato il passaggio dell'amico. Un inseguimento che è finito ai bordi di quel boschetto, dove, una volta scesi dall'auto, sono partite quelle due coltellate. Una alla schiena, l'altra al collo. Coltellate che non hanno ucciso il ventottenne, ma che ora pesano quanto pesa l'accusa di tentato omicidio.

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