La cautela dell'assessore: «Stima troppo ottimista»
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BILANCIO Lassessore Paolo Borghi «Non si calcola la diminuzione dei trasferimenti dallo Stato e il deprezzamento delle case»
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GROSSETO. «Uno studio che aiuta a capire cosa succederà in futuro ma forse è troppo ottimistico». L'assessore comunale al bilancio Paolo Borghi scorre le proiezioni del dossier Stradiotto e non nasconde qualche perplessità. «Rispetto ad altri Comuni siamo sicuramente avvantaggiati - spiega Borghi - ma io sarei più prudente per alcune ragioni». In primo luogo la stima sarebbe fatta su alcuni dati non aggiornati. «I trasferimenti totali dello Stato per il 2010, su cui si basa il calcolo, sono 21 milioni e 920mila euro - spiega Borghi - ma per il prossimo anno ci è già stato comunicato che a questa cifra mancheranno 2 milioni e mezzo di euro. Dunque la differenza tra la stima di tasse e imposte che sostituiranno i trasferimenti e gli attuali trasferimenti va ritoccata al ribasso». Non 4 milioni e 384mila euro, ma un milione e 884.634 euro. «Anche un altro dato va rivisto - spiega Borghi - e cioè il numero di abitanti. Il dossier calcola le entrate pro capite su un totale di 79.965 abitanti, ma oggi la popolazione supera 82mila unità». Con entrate più basse rispetto alla stima di Stradiotto e più abitanti il risultato cambia e non di poco. Dai 55 euro pro capite in più previsti dal senatore si scende ai più verosimili 23 euro a testa. Sempre, comunque un guadagno. «È vero - spiega Borghi - ma anche altri fattori incidono negativamente. Il primo dato considerato nella proiezione è la somma tra imposta di registro e imposta ipotecaria, rispettivamente al 10 e 4 per cento. Sono valori strettamente legati alle compravendite immobiliari, un settore che oggi risente di una forte crisi. Questi dati si riferiscono probabilmente agli anni 2007-2008, quando le vendite andavano meglio. Oggi vanno rivisti al ribasso. In più, una larga parte delle future entrate e dell'intero meccanismo della fiscalità municipale si poggerà sull'Iva sulla seconda casa. E proprio questo è un settore in crisi». Più affidabile e stabile il dato sulla cedolare secca. «In generale, però - spiega l'assessore - il meccanismo è troppo vincolato al mercato degli immobili. Questo spiega perché in città dove gli immobili hanno più valore o dove ci sono molte case, come le città universitarie come Siena e Pisa e naturalmente Firenze, le proiezioni sono più rosee». Lo stesso senatore Stradiotto sul suo sito internet parla di un «federalismo fiscale municipale che agisce da Robin Hood alla rovescia» e porta un esempio per tutti: Cortina vedrà rimpinguare il suo salvadanaio del 353 per cento; Portobuffolè, comune di 800 abitanti in provincia di Treviso, perderà il 90 per cento delle sue entrate. «La situazione - ribadisce Borghi - è molto grave». Tra i 92 Comuni capoluogo considerati nel dossier, 52 otterrebbero benefici dalla riforma proposta mentre gli altri 40 verrebbero penalizzati e per garantirsi le entrate necessarie a gestire i servizi dovranno per forza attingere al fondo perequativo di riequilibrio. Senza grosse differenze rispetto a quanto succede oggi. F.F.
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