Italia
Federalismo fiscale, Grossetoguadagnerà più di 4 milioni
Francesca Ferri
I calcoli di un senatore Pd su tutti i capoluoghi italiani. In Toscana la nostra città sarebbe tra le poche avvantaggiate
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GROSSETO. Con il federalismo fiscale municipale il Comune di Grosseto guadagnerà oltre 4 milioni e 380mila euro in più rispetto a quanto incassa oggi con il regime di trasferimenti dallo Stato. Lo rivela uno studio commissionato dal senatore Pd Marco Stradiotto su dati della Commissione paritetica sul federalismo fiscale (Copaff) e per il municipio grossetano è un sospiro di sollievo: il 20 per cento in più di entrate - in percentuale è questa la stima - rappresenta una felice eccezione tra i capoluoghi italiani. In generale, infatti, il nuovo fisco toglierà alle città 445 milioni di euro nonostante a livello regionale il dato grossetano sia leggermente sotto la media, stimata in un guadagno del 24 per cento. Ma procediamo per ordine.
Fino ad oggi i Comuni ricevevano trasferimenti dal ministero dell'Interno; con il federalismo fiscale, invece, le imposte riscosse da un Comune (ma anche da una Provincia e da una Regione) verranno utilizzate in quella stessa area. La rivoluzione avverrà gradualmente. Nella prima fase, transitoria, i Comuni terranno per sé le tasse provenienti dagli immobili (compravendite, affitti ecc.) e dalla nuova cedolare secca del 20 per cento sugli affitti, che partirà il 1º gennaio 2011. Per i prossimi cinque anni il passaggio sarà comunque mediato dallo Stato attraverso il fondo perequativo sperimentale di equilibrio che raccoglierà alcune imposte più la cedolare e le girerà, come avviene oggi, ai Comuni per un totale di circa 15 miliardi di euro, più o meno i trasferimenti attuali.
Il federalismo fiscale vero e proprio entrerà a regime solo dal 2014 e prevede l'introduzione di una imposta municipale unica (Imu), che riunirà tutte le tasse comunali (Irpef e relative addizionali, imposte di registro, successioni e donazioni, Ici sulle seconde case eccetera) e di una Imu secondaria, facoltativa, che sostituirà Tosap, tassa di pubblicità, canone per gli impianti pubblicitari, eccetera.
Quali effetti avrà concretamente questa rivoluzione sulle casse municipali? Sommando i gettiti delle imposte immobiliari con la cedolare secca e confrontando il risultato con i trasferimenti assegnati a ogni Comune nel 2010, Stradiotto ha calcolato la differenza fra il presunto gettito e l'attuale trasferimento. Con il risultato che, se le tasse rimanessero per intero ai Comuni, il Bilancio grossetano otterrebbe 329 euro per ciascun cittadino contro gli attuali 274 (la media nazionale è 387 euro) con un guadagno di 55 euro a testa, cioè il 20 per cento in più.
Nelle altre città toscane il rapporto è altalenante. Con un incremento del 68% (530 euro pro capite contro gli attuali 315 euro trasferiti dallo Stato) Siena sarebbe la città toscana a ottenere maggiori vantaggi dalla riforma, quarta su scala nazionale. Seguono Pisa (+106 euro, 42%), Firenze (+146 euro, 33%), Lucca (+79 euro, 26%), Prato (+72 euro, 26%). Arezzo (+ 44 euro, 17%). Doccia fredda, invece, per Livorno che perderebbe 45 euro pro capite (-15%) e Pistoia (-28 euro a testa per un totale del 10% in meno). Lo studio non ha preso in considerazione il Comune di Massa Carrara.
A livello nazionale, i più penalizzati sono gli aquilani, che si vedranno tagliare il 66 per cento degli attuali trasferimenti (- 408 euro a testa), e i napoletani, che nel 2010 hanno ricevuto i trasferimenti più alti (669 euro a testa) e che con il federalismo fiscale ne incasseranno solo 262 euro, vale a dire il 61 per cento in meno. A guadagnarci di più, invece, Olbia (+180%), Imperia (+122%) e Parma (+105%).
Il dossier è consultabile sul sito www.marcostradiotto.org.
Fino ad oggi i Comuni ricevevano trasferimenti dal ministero dell'Interno; con il federalismo fiscale, invece, le imposte riscosse da un Comune (ma anche da una Provincia e da una Regione) verranno utilizzate in quella stessa area. La rivoluzione avverrà gradualmente. Nella prima fase, transitoria, i Comuni terranno per sé le tasse provenienti dagli immobili (compravendite, affitti ecc.) e dalla nuova cedolare secca del 20 per cento sugli affitti, che partirà il 1º gennaio 2011. Per i prossimi cinque anni il passaggio sarà comunque mediato dallo Stato attraverso il fondo perequativo sperimentale di equilibrio che raccoglierà alcune imposte più la cedolare e le girerà, come avviene oggi, ai Comuni per un totale di circa 15 miliardi di euro, più o meno i trasferimenti attuali.
Il federalismo fiscale vero e proprio entrerà a regime solo dal 2014 e prevede l'introduzione di una imposta municipale unica (Imu), che riunirà tutte le tasse comunali (Irpef e relative addizionali, imposte di registro, successioni e donazioni, Ici sulle seconde case eccetera) e di una Imu secondaria, facoltativa, che sostituirà Tosap, tassa di pubblicità, canone per gli impianti pubblicitari, eccetera.
Quali effetti avrà concretamente questa rivoluzione sulle casse municipali? Sommando i gettiti delle imposte immobiliari con la cedolare secca e confrontando il risultato con i trasferimenti assegnati a ogni Comune nel 2010, Stradiotto ha calcolato la differenza fra il presunto gettito e l'attuale trasferimento. Con il risultato che, se le tasse rimanessero per intero ai Comuni, il Bilancio grossetano otterrebbe 329 euro per ciascun cittadino contro gli attuali 274 (la media nazionale è 387 euro) con un guadagno di 55 euro a testa, cioè il 20 per cento in più.
Nelle altre città toscane il rapporto è altalenante. Con un incremento del 68% (530 euro pro capite contro gli attuali 315 euro trasferiti dallo Stato) Siena sarebbe la città toscana a ottenere maggiori vantaggi dalla riforma, quarta su scala nazionale. Seguono Pisa (+106 euro, 42%), Firenze (+146 euro, 33%), Lucca (+79 euro, 26%), Prato (+72 euro, 26%). Arezzo (+ 44 euro, 17%). Doccia fredda, invece, per Livorno che perderebbe 45 euro pro capite (-15%) e Pistoia (-28 euro a testa per un totale del 10% in meno). Lo studio non ha preso in considerazione il Comune di Massa Carrara.
A livello nazionale, i più penalizzati sono gli aquilani, che si vedranno tagliare il 66 per cento degli attuali trasferimenti (- 408 euro a testa), e i napoletani, che nel 2010 hanno ricevuto i trasferimenti più alti (669 euro a testa) e che con il federalismo fiscale ne incasseranno solo 262 euro, vale a dire il 61 per cento in meno. A guadagnarci di più, invece, Olbia (+180%), Imperia (+122%) e Parma (+105%).
Il dossier è consultabile sul sito www.marcostradiotto.org.
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