Il Tirreno

Grosseto

Un secolo in mezzo all'arte Ora il maestro del mare ha deciso: fermo le onde

Monica Magagnini
<strong>ADO PERICCI </strong>Compie 100 anni Qui accanto a una sua opera Sopra una sua scultura
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ADO PERICCI Compie 100 anni Qui accanto a una sua opera Sopra una sua scultura

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FOLLONICA. Follonica festeggia ufficialmente, mercoledì prossimo nella sala del consiglio comunale, il compleanno centenario dell'artista Ado Pericci, nativo di Montieri e da 60 anni residente a Follonica. Alla festa del maestro d'arte è annunciata la presenza del sindaco Baldi, del vice Viviani, dell'assessore provinciale Cinzia Tacconi, dei rappresentanti politici di maggioranza e di opposizione, del mondo culturale cittadino. Pericci sarà premiato dal Comune con una targa per la sua lunga e instancabile opera.

Ado, nato il 22 dicembre 1910, scultore, pittore diplomato all'Accademia delle belle Arti di Carrara negli anni '30 del secolo scorso, progettista, decano degli artisti maremmani, è stato applaudito alla Fonderia Leopolda, quando ha donato al Comune il suo recente quadro raffigurante il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, nell'ambito della Festa della Toscana - 150 anni dell'Unità d'Italia.  In ottima forma, Pericci ha raggiunto per l'occasione l'Ilva con le sue gambe e così farà mercoledì per arrivare nella sala del consiglio comunale di Follonica.  Ado Pericci, nato sulle Colline Metallifere, è ormai cittadino di Follonica dove vive, racconta lui stesso, «dagli anni Cinquanta, dal tempo del Carnevale di Gigi del Golfo».  Nell'abitazione di via Lamarmora 22, adiacente la pineta di ponente che Ado a suo tempo contribuì a preservare, sono conservate testimonianze della sua arte ed è possibile scoprire e apprezzare la vivacità e la saggezza che hanno accompagnato la lunga vita di quest'uomo.  Già da tempo ha scolpito il suo autoritratto sotto il quale ha evidenziato una scritta che si rifà a un proverbio assai popolare: «Imparò l'arte e la mise da parte».  Pericci ha vissuto - e continua, a cento anni, a vivere - per «imparare l'arte metterla da parte e tirarla fuori al momento opportuno. Perché l'arte serve ad essere vivi, pieni di interessi senza annoiarsi e chi si annoia invecchia».

È questo uno dei segreti, di cui ha parlato durante un incontro di questi giorni. «L'arte mi ha fatto vivere a lungo - spiega Ado - insieme all'amore per la famiglia e per la vita, unite alla passione per la ricerca, che purtroppo manca a tanti giovani d'oggi. I giovani si perdono nell'effimero e nei paradisi artificiali distruttivi del cervello e delle idee positive, che non possono essere messe a disposizione del prossimo».  Scultura, disegno, pittura, grafica, bozzetti, bassorilievi, pubblicazioni, raffigurazioni caratteristiche e storiche, stampi per fusioni, progetti per la comunità e, in questi giorni, il quadro del presidente della Repubblica Napolitano per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Mille azioni hanno attraversato l'esistenza di questo "grande anziano" che l'Accademia del Mediterraneo ha definito «spirito eclettico, idealista di senso pratico, di pochi discorsi e fatti concreti».  Spinto da una volontà creativa che oltre a soddisfare il proprio istinto sfocia in idee e piani divulgati agli altri, com'è avvenuto, per citarne qualcuno, con il "Progetto Antincendio Aereo" intuito nel 1970 e poi approvato nel 1978, e, messo in uso ovunque con elicotteri a raccogliere acqua per gettarla, dall'alto, sul fuoco e spegnere gli incendi. Volontà creativa che lo spinge a «dormire poco e a fare tante cose, anche se altre oggi l'ho dovute lasciare»; a curare la sua persona e la salute: «Sono in buona parte autosufficiente, devo essere in ogni modo aiutato per le attività e devo camminare il più possibile per superare l'infarto di qualche anno fa»; ad ascoltare, ma «poco, la radio e la tv, per dedicarmi alle mie realizzazioni»; e soprattutto a «pensare, in questa parte della mia vita, ad un lato particolare dell'arte: lo studio delle correnti marine e delle barriere per risolvere il problema dell'erosione dell'arenile follonichese».  Il mare, del resto, è stato sempre nell'idealità del Pericci, raffigurato e rappresentato in ogni situazione: "Mare inquinato", "calmo", "al tramonto"; "La leggenda della bella etrusca che attraversa il golfo sopra una sughera" (1985, anno dedicato agli etruschi), "Il Pontile a Mare", di legno su palafitte parallelo alla costa, anche come passeggiata a mare e a protezione della spiaggia (1988), "L'imbarco a Cala Martina di Garibaldi, rilievo scultoreo modellato nel 1931 e ridisegnato in occasione del 150º anniversario del passaggio di Giuseppe Garibaldi in maremma (1999), "L'allegoria della bagnante estetica" (2008).   «Studiare le correnti marine e l'erosione non è cosa semplice», dice Ado mentre illustra il suo ultimo proponimento. «Finalmente ho messo a punto un'idea e il relativo progetto che comunque ha bisogno di sperimentazione pratica, prima di essere attuato». L'idea è semplice. Si tratta di costruire delle barriere ricurve di cemento di 2,50 x 1,50 mt. e collocarle, tramite il braccio lungo di una gru, parallele alla riva (con la curva verso la direzione dell'onda marina), a 10 - 15 metri dalla battigia. Due file sfalsate di pesanti conglomerati di cemento, una decina di barriere nella fase sperimentale, da mettere in acqua ad ottobre per toglierle a maggio e vedere il risultato. La forza dell'onda è smorzata dalle barriere e l'acqua con la rena giunge morbida (da sopra e lateralmente) alla spiaggia, dove deposita e rinnova la sabbia.  Pericci presenta lucidamente, anche se con cautela, il progetto al quale lavora da tempo da, quando, in altre parole, ha saputo della necessità di rimuovere le antiestetiche barriere sopra il pelo dell'acqua per far posto a quelle cosiddette "soffolte" (sott'acqua), i cui benefici si vedono a lunga scadenza.

«La mia idea - conclude Ado - ha bisogno di essere sperimentata, ma potrebbe essere più economica e offrire risultati corretti in tempi più brevi».  Una cosa è certa: Ado Pericci pensa a lungo prima di materializzare le sue idee. Si è diplomato geometra e i suoi lavori delle gallerie minerarie sono sui manuali dell'Hoepli; non può essere liquidato semplicemente con sorrisi di simpatia: non si passano cento anni, per poi ricominciare di nuovo, se dentro non si è convinti della bontà delle proprie idee. Che meritano ancora una volta di essere considerate e discusse. Auguri, Ado. E cent'anni di gratitudine.

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