Il Tirreno

Grosseto

IL RETROSCENA

Una lettera allo zio di Invitti per spingerlo a firmare

Fra.Go.
<b>LA LETTERA.</b> Allo zio di Invitti
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LA LETTERA. Allo zio di Invitti

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 GROSSETO. Non sapevano più a che Santo rivolgersi. Hanno preso carta e penna e hanno scritto a Marco Pasetti. Lo zio di Aldo Filippo Invitti, amministratore delegato della Royal Tuscany fashion group. Un gruppo di dipendenti che lavorano nella fabbrica delle vestaglie azzurre, soprattutto quelle che siedono dietro le scrivanie, dopo l'assemblea di venerdì hanno inviato una lettera a Marco Pasetti, numero uno della Ciccarelli farmaceutici e zio di Aldo Invitti. «Nel mese di luglio - scrivono i dipendenti - è entrato nella società dove noi lavoriamo il signor Aldo Filippo Invitti, il quale, dopo aver bloccato tutta l'attività lavorativa, da più di un mese non è più presente in azienda. Siamo sull'orlo del fallimento, e la nostra salvezza è nelle sue mani. Aldo si è presentato come facente parte di una famiglia di industriali molto attenti al sociale ed alle problematiche dei lavoratori e delle loro famiglie, a quanto ci è dato sapere risulta l'unico socio a non voler dare continuità all'azienda. Chiediamo pertanto un suo intervento affinché Aldo con il suo comportamento non decreti la morte di questa società e di 300 famiglie». La lettera non è stata nemmeno portata all'assemblea dei lavoratori, facendo storcere il naso all'rsu. Ma è stata mandata direttamente a Pasetti venerdì sera. Una specie di "sculacciata a Pierino", che ancora non aveva preso una decisione sul concordato preventivo. «Qualora necessario - aggiungono infatti i dipendenti - siamo disponibili a trasferirci in massa al suo stabilimento per informarla di persona sulla nostra reale situazione». Una disponibilità che si potrebbe davvero concretizzare se Invitti non firmerà il concordato preventivo.

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