Il Tirreno

Grosseto

ROBERTO AURELI

Che errore trasferire la biblioteca Chelliana

Roberto Aureli 55 anni
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Roberto Aureli 55 anni

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   1) Come antidoto alle alchimie e agli equilibrismi che si determinano dopo ogni vittoria credo che sia un'idea percorribile quella di dare in anticipo i nomi degli assessori.    2) La cosa senz'altro peggiore, per non dire scellerata, è stata - da parte di Bonifazi - l'aver stoppato l'iter per la definitiva sistemazione della Chelliana. Un faticoso lavoro duratoalmeno un decennio vanificato senza ragione. Uno spreco di denaro insopportabile. La cosa migliore è stata la pubblica ammissione di essere continuamente "strattonato" da più parti nello svolgere il suo lavoro. Peccato siano mancate le successive dimissioni.    3) Premesso che l'ottocentesca distinzione destra-sinistra va considerata superata, facendo un riferimento al passato credo che la figura a me più vicina sia Benedetto Croce, critico attento, attualissimo. In tempi recenti penso a Gianfranco Miglio e nell'attualità a Sacconi e Brunetta.    4) Favorevole alla libertà d'impresa e favorevole al rispetto del ruolo di imprenditore-lavoratore con doveri-diritti. Però, attenzione: non si vive solo per comprare e non possiamo delegare ai centri commerciali - non luoghi per eccellenza - la risoluzione della mancanza di spazi di aggregazione e socializzazione. Per la Chelliana credo di aver già detto. Aggiungo solo la richiesta del rispetto di normative regionali che incoraggiano il riuso ed il recupero del costruito e scoraggiano nuove cementificazioni. Per la movida, di cui ne ho parlato anche con il nuovo questore di Grosseto, credo che intensificare i controlli in borghese, soprattutto nelle ore notturne, sia attività da incoraggiare.    5) Rinnoverei, dove contrattualmente è possibile, la dirigenza del Comune con apertura al mondo delle donne e dei giovani, con specifiche competenze.    6) La mia formazione culturale è quella socialista, liberale, tollerante e riformista, ma ancorata ai diritti di giustizia sociale e rispetto delle identità.    7) Sono stato invitato a tavola... ed è da maleducati sbirciare in cucina. Ora non sta a me giudicare le strategie preelettorali. L'auspicio è che, superati le ideologie, si mettano al centro le sorti della città e le idee vincenti da qualsiasi sponda provengano.    8) Ascoltare i cittadini e operatività al massimo livello. Lotta all'assuefazione che ormai rende normale per il grossetano passeggiare - senza arrabbiarsi - accanto ai ruderi dell'ospedale vecchio, guardare dalla Senese l'edificio abbandonato delle Terme di Roselle, giocare in spiaggia, a Marina, davanti alle colonie in disfacimento o scoprire una tantum crolli e cadaveri nel Garibaldi.

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