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Da sei mesi la Diocesi aspetta il nuovo pastore
Maniago, Rossi, Razzauti entro Natale la nomina a Massa
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MASSA MARITTIMA. Dalla metà di maggio la diocesi di Piombino-Massa Marittima aspetta la nomina di chi prenderà il posto di monsignor Giovanni Santucci, dopo che il Papa l'ha spostato a Massa Carrara per sostituire monsignor Eugenio Binini. E' dato per certo che l'ufficializzazione della nomina arriverà prima di Natale. Chi sarà il prescelto? Non è un segreto che per mesi il nome più gettonato sia stato quello di monsignor Claudio Maniago, 52 anni da compiere a febbraio, vescovo ausiliare di Firenze dal 2003. E' un prelato dato in fortissima ascesa nell'era del cardinal Antonelli: a Firenze è arrivato da due anni mons. Giuseppe Betori, ex segretario della Conferenza episcopale negli anni del cardinal Ruini. Betori sembra abbia fortemente caldeggiato la nomina del suo ausiliare al vertice della diocesi di Piombino-Massa Marittima. Ma il nome di Maniago - benché del tutto estraneo ai fatti - è stato coinvolto nell'inchiesta su don Lelio Cantini, accusato di abusi sessuali. E' da vedere però se, in una fase in cui il Papa in persona si è schierato per la "tolleranza zero" su questo fronte caldissimo per la Chiesa, tutto questo non abbia finito per azzoppare la carriera ecclesiastica di Maniago. E tuttavia è il giovane monsignore fiorentino l'unico vescovo ausiliare (in pratica una sorta di "vice") in carica in tutta la Toscana. Piombino-Massa Marittima è l'ultimo tassello nella mappa dei cambi di vescovo in Toscana, la successiva sarà Prato fra un paio d'anni: logico dunque che la Congregazione dei vescovi mostri tanta prudenza. E' del tutto probabile comunque che il nuovo presule sia un toscano, pescato fra i ranghi dei preti che magari hanno avuto qualche livello di responsabilità nella propria diocesi ma non sono mai stati nominati vescovi. Salta fuori il nome di qualche outsider. Ad esempio, quello di Marco Fabbri, 47 anni, pisano di Terricciola, da sette anni vicario generale della diocesi di Volterra, che ha retto temporaneamente la Chiesa volterrana in attesa del successore di monsignor Mansueto Bianchi: però è recentissima la sua nomina ad arciprete di Cecina, l'insediamento è avvenuto domenica scorsa. Altri nomi sulla rampa di lancio? L'uno: don Benedetto Rossi, in servizio a Siena. L'altro: monsignor Paolo Razzauti, vicario episcopale a Livorno con delega "per la città", che ha fatto il "reggente" nella Livorno senza vescovo per 10 lunghi mesi, con prese di posizione forti come l'offerta della cattedrale alla Chiesa ortodossa per celebrare i funerali dei 4 bimbi rom morti nel rogo sotto un cavalcavia a Livorno. (m.z.)
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