Il Tirreno

Grosseto

I COLLEGHI

«Scherzava sempre, era innamorato dei suoi figli»

Fra.Go.
<b>I COLLEGHI.</b> Ieri sono tornati alla fornace
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I COLLEGHI. Ieri sono tornati alla fornace

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 GROSSETO. Era il giorno dell'udienza, ieri mattina. Era il giorno delle carte, delle tesi e delle controtesi. Ma era anche il giorno del ricordo, per gli ex dipendenti della Sanlorenzo Laterizi che sono stati chiamati come testimoni al processo per la morte di Massimo Guidarini. Immobili davanti alla porta della fornace, paralizzati sul piazzale dell'azienda baciata da un timido sole che faceva capolino dalle nuvole. «Massimo era un uomo per bene - dicono - amava la vita, la sua famiglia. Scherzava continuamente con noi, era una persona tranquilla e piacevole». Il ricordo di Guidarini non è sbiadito nella mente dei suoi ex compagni di lavoro. Ex compagni che sono diventati ormai anche ex dipendenti della Sanlorenzo Laterizi. Dove prima c'è stato quel terribile incidente, dove poi è passato il vento della crisi che si è portato via tutto. Prima con la cassa integrazione, poi con la chiusura della fornace. «Eravamo venticinque dipendenti allora - dicono - poi è cominciata la cassa integrazione e ora il lavoro è finito».  Da maggio, il forno della Sanlorenzo si è spento. Dentro la fornace i mattoni sistemati sui pancali fanno fatica a essere venduti. «Non ci sono state più commesse - dicono - il lavoro è finito. Quel poco che l'azienda ora produce viene realizzato nello stabilimento di Cecina».  Di Cecina sono infatti Flora Nencini e Luciano Serretti, amministratore e direttore della Sanlorenzo.  Una cosa, però, gli ex dipendenti ci tengono a sottolinearla. «Nella nostra azienda - dicono - le norme di sicurezza venivano rispettate. L'Asl faceva i controlli regolarmente e non ha mai trovato niente fuori posto».  Su quello che è successo la notte di Pasqua di tre anni fa, dovrà pronunciarsi il giudice. Quello che è certo è che ieri mattina i dipendenti della fornace hanno dovuto rivivere di nuovo la morte del loro compagno. Di quell'uomo al quale sorridevano gli occhi, dicono, quando parlava dei suoi figli. Di quell'uomo che non li vedrà più crescere.

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