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Centenari apre alle vestaglie azzurre
Enrico Pizzi
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EX MABRO. Le donne dellazienda e Lorenzo Centenari della Cgil Fa volantinaggio ai cancelli e chiede di convocare un'assemblea
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GROSSETO. Il segretario della Cgil Lorenzo Centenari a distribuire volantini fuori dai cancelli della ex Mabro, insieme ad altri dirigenti del sindacato. Ieri i lavoratori e le lavoratrici dell'azienda hanno trovato proprio lui. Era ai cancelli a distribuire un lungo documento firmato dalla Cgil con cui si chiede,alla componente Cgil nella rsu di convocare un'assemblea degli iscritti per un confronto diretto con il sindacato. Dopo il violento attacco di lunedì scorso, quando poco meno di 120 lavoratrici e lavoratori della Mabro iscritti alla Cgil hanno firmato un documento di "sfiducia" nei confronti del segretario provinciale, Centenari non ha fatto commenti né polemiche, ma ieri ha affidato ad un volantino una serie di puntualizzazioni sulle principali critiche che sono atte mosse a lui e al sindacato. In premessa, il volantino della Cgil definisce non condivisibili prese di posizione come quella sottoscritta da una buona fetta dei dipendenti ex Mabro e scrive, comunque, di voler «evitare polemiche sterili e controproducenti che, tenderebbero a dividere ed ad indebolire il fronte e la capacità di gestire adeguatamente» la vertenza. «L'obiettivo - si legge nel volantino - era e rimane quello di traghettare l'attuale potenziale produttivo ed occupazionale della ex-Mabro dal pantano della liquidazione ad un nuovo soggetto, ad un nuovo progetto e capacità imprenditoriale». E questi sono i giorni più delicati, con le visite di potenziali imprenditori interessati e l'assemblea societaria di oggi, convocata «per valutare e decidere sulla praticabilità della procedura di concordato, verificare le condizioni per avviare l'azienda verso un nuovo progetto ed evitare così il baratro del fallimento». Su alcune questioni di merito su cui il sindacato è stato criticato, il volantino tenta di fare chiarezza. Intanto c'è la questione degli ammortizzatori sociali. Al sindacato era stata rinfacciata una eccessiva propensione per la cassa integrazione straordinaria. La Cgil precisa che «sia in questa fase di liquidazione che in una fase auspicabile di avvio e/o riavvio della nuova imprenditorialità, lo strumento più opportuno è il contratto di solidarietà», ma «se dovesse cambiare la situazione, il contratto di solidarietà potrebbe non rispondere più alle necessità». Altro tema caldo è quelo del trattamento di fine rapporto, e la Cgil ribadisce la propria tesi - di cui evidentemente non tutti si fidano - e cioè che la responsabilità del Tfr non è sulla vecchia società, Mabro o Abbigliamento Grosseto, ma è in capo a Royal Tuscany che ha preso in affitto il ramo di azienda, intrattiene il rapporto di lavoro. Una questione su cui la componente Cgil della rsu avrebbe voluto il coinvolgimento del livello nazionale che non c'è stato e, probabilmente per questo non ha accettato di confrontarsi con l'ufficio legale della Cgil Toscana. In chiusura, il documento della Cgil chiede alla propria componente rsu di «convocare, quanto prima, un'assemblea di iscritte/i, anche aperta, perché da parte della Cgil non vi è il timore, ma, anzi, la ricerca, di un confronto che sia chiarificatore e utile a rafforzare l'impegno verso l'obiettivo di salvaguardia e continuità produttiva ed occupazionale che per la Cgil restano prioritari e su cui continueremo ad impegnarci». Dopo la direzione di stamani si saprà se l'assemblea sarà convocata oppure no.
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