Il presidio
GLI OPERATORI
Ciotole, palette e tappetini I ristoranti si attrezzano così
F.F.
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GROSSETO. Ciotole d'acqua accanto a piatti e posate? In provincia di Grosseto succede già un po' in tutti i ristoranti, anche senza obblighi di legge. D'estate, quando si mangia all'aperto, gli amici a quattro zampe sono i benvenuti praticamente ovunque, mentre d'inverno i ristoratori maremmani si fanno qualche scrupolo in più, soprattutto se il locale è piccolo e il cane che bussa alla porta è esageratamente grande. Il problema infatti è condividere pacificamente gli spazi. «Se i cani sono di piccola taglia - spiegano al ristorante Canapone - nessun problema; certo un alano in sala, magari lasciato sciolto, crea fastidio per gli altri clienti». Stessa risposta ai ristoranti Madonnino a Braccagni, Gabbiano a Castiglione della Pescaia, La Rimessa a Montorsaio, La Chimera a Grosseto, Il Cernicchio di Follonica. «Al momento i cani in sala non li facciamo entrare - spiega Antonella del Pizzicorino a Barbaruta - ma solo perché la sala è di soli 30 metri quadri. D'estate, invece, all'aperto non ci sono problemi neanche per noi». Un aspetto di cui nell'ordinanza suggerita da Brambilla non si tiene conto lo solleva Tonino, titolare de La Casalinga a Montorsaio. «I cani piccoli sono i benvenuti - spiega - tanto più che qui accanto c'è il centro cinofilo e spesso i nostri clienti arrivano anche con due cani a testa. L'unica perplessità è che, una volta che saremo obbligati, come dobbiamo comportarci se in sala c'è qualcuno allergico ai cani?». Nessun altolà nei ristoranti Buca San Lorenzo e Il Fontanile a Grosseto. All'ingresso il solito cartello "Noi non possiamo entrare" è sostituito da un più accogliente "Noi siamo i benvenuti". «Il ristorante è grande - spiega Sara De Matteis, responsabile comunicazione del Fontanile - e se arriva un cliente con un cagnolino si cerca di trovare un tavolo adatto». All'occorrenza, all'ospite a quattro zampe si offre anche una ciotola d'acqua o, come alla Buca San Lorenzo, un comodo tappetino dove riposare, in un apposito spazio per l'abbeveraggio. «Ci si lamenta che i cani vengono abbandonati - spiega Claudio, il titolare - e poi gli si chiudono le porte dei locali. Noi li accogliamo da quattro anni e i clienti lo apprezzano molto».
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