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Lex sindaco scrive una lettera ai genitori della materna
Borghi e i sospetti sulla scuola «Quando sono stati fatti i lavori?»
Alfredo Faetti
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EX SINDACO Massimo Borghi 2 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Dopo le rassicurazioni da parte delle autorità sulle condizioni della scuola materna di Bagno di Gavorrano, le mamme degli alunni erano tornate tranquille. Ma sulla vicenda si è aperto un retroscena: una lettera che Massimo Borghi avrebbe inviato agli stessi genitori. Alla fine della scorsa settimana, le mamme degli alunni hanno richiesto un sopralluogo da parte dei tecnici del Comune. Il sopralluogo è stato fatto sabato, e l'esito è stato positivo grazie anche alle certificazioni rilasciate da Comune, Asl e vigili del fuoco. Tutto bene insomma, la scuola è sicura e le mamme possono mandare tranquillamente i figli in aula. Potrebbe considerarsi chiuso il caso, non fosse che su facebook è apparsa una lettera firmata da Massimo Borghi che riaccende vecchie questioni, legate a questa scuola. «Ai genitori della scuola materna di Bagno» esordisce la lettera. Infatti, sarebbe stata spedita dallo stesso sindaco nelle case dei vari cittadini, secondo alcuni ancora prima della denuncia dei genitori. Il contenuto riguarda l'alloggio al piano superiore dell'edificio, indicato dalle mamme nella loro lettera come la parte più a rischio, e un incontro tenutosi la scorsa settimana. «Pochi giorni fa in una riunione alla quale erano presenti alcuni genitori della scuola materna di Bagno, i dipendenti comunali presenti hanno affermato che l'uso dell'alloggio situato sopra la scuola per trasformarlo in foresteria si rendeva necessario in quanto il sottoscritto come sindaco non aveva portato avanti il progetto prestabilito». A chi sarebbe stata destinata questa foresteria? Alla compagnia teatrale Katzenmacher di Alfonso Santagata per un progetto, finanziato dalla Regione Toscana, che ha previsto la permanenze sul territorio e la promozione di una serie di iniziative. «E' l'ennesima balla nei miei confonti» scrive Borghi, in quanto «avevo individuato due stabili di proprietà comunale da adibire a foresteria, uno a Caldana e uno al teatro di Ravi». La prima di queste opzioni avrebbe trovato una certa opposizione nei caldanesi, mentre la seconda era stata ben accolta dai cittadini di Ravi. «La cosa si era concretizzata ad agosto 2010, se avessi avuto il tempo di lavorare avrei senz'altro concretizzato una delle due ipotesi, ma le dimissioni dei 9 consiglieri non lo hanno permesso». Ferite, neanche così lontane, che ancora sanguinano. Ma quel che conta è l'oggi e anche qui Borghi si fa delle domande. «Quando i genitori chiesero di poter usufruire di quell'appartamento per servizi inerenti la scuola il Comune affermò che non era agibile. Quando è stato reso agibile quindi?» si chiede l'ex sindaco, «e dove sono stati trovati i soldi per i lavori, dato che durante i 14 mesi del mio mandato non abbiamo mai affrontato questa tematica?»
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