Il Tirreno

Grosseto

«Concerti stop, ma niente vessazione»

Sara Landi
<b>CONTROLLI.</b> Polizia municipale
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CONTROLLI. Polizia municipale

La municipale: il Ventaglio non ha fatto richiesta per gli spettacoli Il locale ha dovuto interrompere la programmazione della stagione

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 MANCIANO. Lo stop agli eventi del cartellone "Storie in musica" al Ventaglio Music Club di Montemerano non è una vessazione ma risponde a ciò che prevede la legge. Lo precisa il comandante della Polizia municipale di Manciano Piero Rossi che interviene sulla polemica sollevata nei giorni scorsi dal gestore del locale Giuseppe Regina e da Stefano Frosolini dell'associazione Soul Diesis «per dare il giusto inquadramento alla vicenda».  La premessa da fare - secondo Rossi - è che «all'ufficio della Municipale non è mai arrivata richiesta di rilascio di autorizzazione per spettacoli da parte di alcuno e che lo stesso ufficio è venuto a conoscenza degli eventi programmati dal Ventaglio solo attraverso i manifesti pubblicitari e l'autorizzazione dell'attività rumorosa temporanea in deroga ai limiti acustici per quattro serate di teatro, musica e cabaret rilasciata lo scorso 16 novembre dall'ufficio ambiente del Comune di Manciano».  Ebbene, prosegue la nota della Municipale, «siccome per quel tipo di eventi programmati al Ventaglio occorre il rilascio di un'autorizzazione di Polizia ai sensi dell'articolo 68 del Tulps (il testo unico delle leggi in materia di pubblico spettacolo, ndc) abbiamo invitato il titolare a presentarsi comunicandogli in quell'occasione la necessità di acquisire questa autorizzazione».  Condizione per ottenerne il rilascio è avere tra le altre cose, il riconoscimento dell'idoneità del locale da parte della commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo o di un tecnico abilitato per i locali inferiori a 200 posti. «Alla luce di questo - osserva Rossi - si è ritenuto più giusto per l'interessato metterlo in condizioni di essere in regola con la normativa piuttosto che essere costretti a intervenire dopo con un'azione repressiva che non avrebbe giovato alla sua attività». La municipale esclude in modo categorico una volontà vessatoria nei confronti del locale: «È nell'interesse e nella volontà dell'amministrazione - conclude - che queste iniziative abbiano luogo a beneficio della collettività, purché svolte nell'ambito della legalità».

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