Il Tirreno

Grosseto

Baldasserini rivendica la nomina del sindaco nel Comitato

Il Parco ce l'ha in casa sua ma Gavorrano è fuori dai vertici

Alfredo Faetti
<b>L&#146;IDEA.</b> Alessandro Baldasserini propone l&#146;ingresso del sindaco di Gavorrano
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L’IDEA. Alessandro Baldasserini propone l’ingresso del sindaco di Gavorrano

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 GAVORRANO. Entrato a far parte dell'Unesco, il Parco Archeominerario delle Colline Metallifere deve dare continuità a quanto fatto fino ad ora. Lo dice un ex del Parco, Alessandro Baldasserini.  E rivendica un posto permanente per il sindaco di Gavorrano al Comitato, oltre al passaggio a Fondazione come configurazione giuridica.  E' stato il coordinatore dell'area comunicazione e relazioni istituzionali del Parco, Baldasserini. Uno dei protagonisti della scalata a patrimonio dell'umanità. Adesso si è dimesso dal suo ruolo, per «incomprensioni con il presidnte Agresti», come lui stesso ha ammesso a suo tempo. Ma è ancora legato al Parco e mette tutti in guardia per il futuro: «occorre dotarsi di nuovi strumenti per dare continuità e qualità alla struttura gestionale». E parte proprio da Gavorrano e dal 1 novembre, quando la sede istituzionale ed operativa del Parco si è trasferita ai "Bagnetti" del paese minerario. Non solo: infatti il comune ha assunto anche la gestione tecnico-amministrativa del Parco stesso. Ed è in questo senso che Baldasserini interviene. «Sarebbe opportuno che in fase di nuovo statuto venisse contemplata l'assegnazione di un posto permanente dentro al Comitato al sindaco di Gavorrano o a un suo rappresentante per assicurare in sede politico-amministrativa stabilità a tale gestione». Questa ipotesi dorebbe finire, per divenire realtà, nel nuovo statuto. Per questo documento il Comitato di gestione sta già lavorando. Ma quello che vuole Baldasserini è una partecipazione continua da parte del comune minerario, sede del Parco. Partecipazione che adesso non c'è, dato che i membri, oltre al presidente Luca Agresti, sono Marcello Giuntini, sindaco di Montieri, Lidia Bai sindaco di Massa Marittima e Leonardo Marras. «L'attuale assenza di Gavorrano dalla rappresentatività del Parco - continua Baldasserini - crea un preoccupante vuoto che sarebbe da colmare quanto prima». Se questo è l'aspetto amministrativo, c'è poi quello economico. Qui l'ex coordinatore spiega che, stando al modello attuale, ben presto il Parco non avrà fondi per andare avanti. «Finora il Parco ha agito in regime di gestione provvisoria, tramite un consorzio tra enti pubblici, locali e nazionali: unica fonte di finanziamento, quindi, lo stanziamento annuale del ministero dell'Ambiente». E qui sta il problema. «Dal 2004 questo contributo è passato da 550.000 euro a 400.000 e con la nuova finanziaria si arriverà ad un ulteriore taglio del 50%». Ergo: 200.000 euro. «Soltanto le "Porte del Parco" costeranno 210.000 euro» spiega. La soluzione per Baldasserini? «Passare a una Fondazione con profilo di diritto privato. Una tale configurazione manterrebbe una governace pubblica, essendo i soci fondatori gli enti pubblici, ma consentirebbe l'ingresso di soggetti privati». A Roma, al Ministero, si punta ancora sul Consorzio. «E Agresti ed il Comitato sarebbero per seguire questa indicazine» e per questo propone un tavolo di confronto tra il Comitato e il Ministero.

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