Il presidio
LAPPELLO
Cremazioni, cresce la richiesta ma la struttura ancora non c'è
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GROSSETO. La Socremar torna a chiedere la realizzazione di una struttura crematoria a Grosseto. «Da molti anni - dice il presidente Roberto Aureli - sono state avanzate richieste perché anche la nostra città, che ha raggiunto in pochi anni una percentuale del 15% dei decessi destinati alla cremazione, sia dotata di una Sala del Commiato, di un Giardino della Memoria, dove, eventualmente, spargere le ceneri, e soprattutto di una moderna struttura crematoria, visto che, ora, occorre andare a Livorno». Il presidente della società "Socremar", l'architetto Roberto Aureli, coglie l'occasione della Giornata Europea della Cremazione che si celebra oggi per rinnovare l'appello all'amministrazine provinciale e comunale «affinché anche Grosseto, unica città toscana priva di una struttura crematoria, possa vedere realizzato un luogo idoneo ad ospitare i sempre più numerosi cremazionisti maremmani». Aureli ricorda che «sono trascorsi quasi duecento anni da quando Byron volle cremare il suo amico Percy Bysshe Shelley sulla spiaggia di Portovenere e quasi 150 da quando Alberto Keller si fece cremare nel primo tempio crematorio realizzato in Italia nel 1876 a Milano. Da quegli anni - prosegue - si sono costituite molte società di cremazione italiane condividendo così principi di rispettoso decoro e assoluta scelta di molti cittadini soprattutto dei paesi del Nord Europa. Anche la provincia di Grosseto vanta una Socremar costituita dal 2004 che conta già oltre cento iscritti che proprio nei giorni scorsi ha rinnovato il consiglio direttivo». Ne fanno parte Roberto Aureli (presidente), Simona Mancioppi, Piero Morfini, Paolo Cencioni, Daniele Rocchi, monsignor Franco Cencioni; Gianfranco Pittau, Angela Genova, Maria Teresa Sabati (probiviri); Giuliano Marsili, Ilio Duchi (revisori dei conti).
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