«Manovre contro l'azienda»
G.F.
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LOGITRANS. Lazienda si difende e passa allattacco La Logitrans reintegra i 4 licenziati, ma lancia accuse
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BAGNO DI GAVORRANO. La Logitrans non ci sta. Dopo aver reintegrato, su ordine del giudice, i quattro dipendenti che erano stati licenziati, adesso l'azienda chiarisce alcuni aspetti e dice la propria opinione su quanto accaduto. Facendo anche intuire che tutta la vicenda potrebbe esser stata "montata ad arte" per screditare l'azienda. La note, un comunicato di poche righe, è relativa alla sentenza che il 19 ottobre scorso ha ordinato all'azienda di reintegrare quattro autisti. Ora che Domenico Raimondi, Robertino Monaci, Giovanni Gualteri e Giuseppe Galletti sono tornati al proprio posto, visto che per il giudice mancava la "giusta causa" al licenziamento, è la stessa azienda a chiarire che, con i dischi cronotachigrafici montati sui camion, non ci sono mai stati problemi: «Non è nostra prassi e consuetudine - scrivono nella nota - né lo sarà mai, operare nel non rispetto della normativa vigente e in particolare del codice della strada». L'azienda non lo scrive ma teme che il polverone alzato dalla sentenza possa avere ripercussioni sull'attività, con controlli serrati da parte di Polizia stradale e Guardia di Finanza. Del resto i camion della Logitrans portano merce in mezza Italia, da Roma fino a tutto il nord. E all'azienda interessa chiarire anche il rapporto con i propri dipendenti, ventuno in tutto, e con i sindacati: «Precisiamo che non c'è mai stato - si legge ancora - un atteggiamento di diffusa ed aperta ostilità nei confronti di alcun sindacato. E in passato abbiamo anche definito con tali organizzazioni importanti accordi aziendali». L'azienda precisa inoltre che non ci sono procedimenti penali a carico del titolare, né che sia mai stata pagata una condanna al pagamento di ventimila euro. Ma è il passaggio finale della nota il più significativo: «La società Logitrans srl farà di tutto - si legge - in ogni luogo e sede, perché non vengano ingiustamente violati i propri diritti e per impedire che manovre "nono corrette" di terzi, a cui non interessano le sorti dell'azienda, possano "metterla in ginocchio". Noi lo vogliamo - conclude la nota dell'azienda - nell'interesse dei nostri lavoratori che ci hanno sempre dimostrato attaccamento e gratitudine».
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