Il Tirreno

Grosseto

Apertura domenicale dei negozi «Tanto caos per le deroghe e poi restano quasi tutti chiusi»

Enrico Pizzi
Apertura domenicale dei negozi «Tanto caos per le deroghe e poi restano quasi tutti chiusi»

Cisl all'attacco: il 1º ottobre più dell'80% delle saracinesche era abbassato. «Ora si devono cambiare le regole per i festivi»

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 GROSSETO. Due domeniche al mese ed è già troppo: la Cisl torna all'attacco con il Comune di Grosseto sulle deroghe alle chiusure domenicali e festive dei negozi e lo fa dimostrando, con i numeri, che le deroghe alla legge regionale favoriscono solo la grande e la media distribuzione, le uniche strutture ad averne davvero approfittato. «In pratica - dice il segretario della Fisascat Cisl Alessandro Gualtieri - con le deroghe si va contro lo spirito della legge regionale che si proponeva di riequilibrare il rapporto tra grande distribuzione e negozi di vicinato».  Un anno fa il Comune di Grosseto con i sindacati, le associazioni del commercio e quelle dei consumatori, trovò un accordo per dare attuazione alla legge regionale che vieta le aperture domenicali, salvo le quattro domeniche del periodo natalizio e altre otto domeniche durante l'anno. Grosseto veniva da anni di apertura generalizzata e sembrò un compromesso accettabile, anche alla Cisl, una riduzione a 41 domeniche di apertura, divenute poi 43 con una successiva deroga relativa alla prima domenica dei saldi estivi e invernali. Ora si tratta di rinegoziare. L'accordo aveva previsto la nascita di un osservatorio finalizzato proprio a monitorare la situazione in vista di aggiustamenti. La Fisascat Cisl ha scelto, per verificare quante e quali strutture commerciali abbiano approfittato delle aperture domenicali una domenica non a caso. Monitoraggio del sindacato lo scorso primo ottobre, una bella giornata di sole con il centro storico animato dal mercatino dei ragazzi e da una miriade di cittadini.  Il risultato «è stato quello che ci aspettavamo» dice Gualtieri.  Dei 124 negozi del centro storico, l'85% è rimasto chiuso e solo il 2% è stato aperto tutto il giorno. Fuori dalle Mura, e nelle principali vie della città, su 139 negozi presi in considerazione il 71% è rimasto chiuso, e il 18% è stato aperto tutto il giorno.  Numeri che si spiegano meglio se si va a guardare alle tipologie di negozi. Su 231 negozi di vicinato, che sono la maggioranza nel centro storico, sono ben 200 (87%) ad essere rimasti chiusi, mentre per quanto riguarda le attività di media e grande distribuzione, che si trovano, per lo più, fuori dalle Mura, su 32 strutture solo 4 sono rimaste chiuse, mentre per il 50% è stato aperto tutto il giorno e il 38% per mezza giornata.  Gualtieri ricorda che lo scorso anno, contro le aperture domenicali, erano state raccolte 2.300 firme e che la ragione non è solo economica, ma anche di carattere etico. E poi, i dati dimostrano che, oltre ai sacrifici richiesti ai dipendenti delle grandi distribuzioni, non c'è vantaggio per i negozi di vicinato. Dunque, l'obiettivo Cisl sarà di arrivare ad una riduzione delle domeniche di apertura, anche per allinearsi al resto della Toscana.  Da trovare, poi, anche l'accordo economico «senza il quale nessuna deroga».

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