Il presidio
ALLA STAZIONE
Aizzò il cane contro il capotreno Sei mesi per le lesioni alla coscia
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GROSSETO. «Il suo cane non ha la museruola e nemmeno il biglietto: non può salire sul treno». Quando il capotreno aveva pronunciato queste parole, la proprietaria del cane avrebbe sguinzagliato e aizzato l'animale: questo avrebbe morso il capotreno alla coscia sinistra, causandogli una ferita giudicata guaribile in 8 giorni. Resistenza a pubblico ufficiale - appunto il dipendente delle Ferrovie incaricato di pubblico servizio - con lesioni l'accusa per la quale una giovane siciliana, Viviana Adelina Falsone, 28 anni, è stata giudicata all'udienza preliminare dal dottor Pietro Molino. Assistita dall'avvocato Sergio Frediani, ha patteggiato con il sostituto procuratore Salvatore Ferraro 6 mesi (la pena è stata sospesa). Il capotreno si era costituito parte civile con l'avvocato Marconi: il giudice gli ha riconosciuto le spese (600 euro). I fatti erano avvenuti alla stazione di Grosseto il 27 agosto 2008. La querela era stata presentata il 12 novembre successivo. Degli accertamenti si erano occupati i carabinieri.
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