Il Tirreno

Grosseto

Megacentrale, fioccano i no

<b>PANNELLI.</b> Per produrre energia fotovoltaica
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PANNELLI. Per produrre energia fotovoltaica

La vicepresidente Ato6 contro l'impianto a Preselle

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 SCANSANO. Il vicepresidente ATO6 Ombrone, Maria Platter, preoccupata per la corsa, in provincia di Grosseto "Distretto rurale d'Europa", all'installazione di centrali fotovoltaiche di grandi dimensioni anche su colline coltivate e abitate, ricche di vigneti, uliveti e poderi diventati strutture ricettive. Platter dice no al megaimpianto a Preselle, frazione di Scansano dove abita, auspicando che il Comune non adotti il provvedimento avviato. «Solo per fare un esempio - afferma Platter -, sul territorio di Manciano (7.600 abitanti) vi sono richieste di trasformazione di terreno agricolo da rendere industriale per circa 1000 ettari e su quello di Scansano per circa 460 ettari». 89 dei quali a Preselle «concentrati - sottolinea - in un unico appezzamento per costruire la più grande centrale fotovoltaica d'Italia (più grande anche di quella di Montalto di Castro) in una zona collinare tra le più belle, tra uliveti Igp e vigneti di Morellino». Secondo Platter tutto ciò presupporebbe «notevolissimi lavori di sbancamento terra, nuove strade di servizio, oltre alla connessione in rete alla lontanissima centrale Enel tramite piloni di grandi dimensioni, che dovranno attraversare altre bellissime colline e poggi per svariati chilometri. Preselle - aggiunge amaramente - ha, purtroppo, un grande vantaggio per chi la vuole trasformare, quello di non essere eccessivamente visibile dalla strada provinciale che da Grosseto porta a Scansano ma - dice - è proprio per questo, che qui sono nati negli anni tanti piccoli agriturismi che possono vivere proprio grazie al notevole, raro, incanto paesaggistico, quasi incontaminato». La trasformazione "industriale", secondo Platter, contrasterebbe col Pit e il Ptc. «Mettiamo piuttosto l'agricoltura - dice - in condizioni di svolgere appieno anche il ruolo di tutela della qualità dell'ambiente e del paesaggio come equilibrio tra le attività umane e la trasformazione delle risorse essenziali, senza dover vendere o svendere i terreni a chi vuole fare speculazioni»  Platter si chiede perché «non si è avviata nel territorio comunale una discussione pubblica, con lo scopo di informare e ascoltare i cittadini, prima di chiamare il consiglio ad avviare un provvedimento tanto discutibile?».  Platter conclude augurandosi che «sindaco e consiglieri comunali, col supporto di Provincia e Regione, presa visione dei contributi pervenuti dai cittadini e avviata finalmente una limpida discussione pubblica, non adottino il provvedimento avviato, in quanto in contrasto con tutte le norme di salvaguardia nei vari piani territoriali».

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