LA CURIOSITÀ
Ma in consiglio comunale ci sono otto posti di meno
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GROSSETO. Quattro anni fa i candidati alla carica di sindaco erano sette e sedici le liste per comporre il consiglio comunale (Bonifazi, per la cronaca, era andato a primarie con ben 8 avversari). Solo quattro gli aspiranti alla fascia tricolore (con 12 liste a sostegno) nel 1997, l'anno della "svolta destrorsa", quando a Grosseto vinse Alessandro Antichi contro Loriano Valentini. Se il buon dì si vede dal mattino la frammentazione - nel 2011 - è destinata a toccare punte record. D'altra parte il bisogno di uscire dagli schemi imposti dalla crisi dei partitoni (Pd e Pdl), dalle difficoltà che hanno vissuto le coalizioni classiche, per dare rappresentanza a istanze e voci sempre più variegate e distanti tra loro, è sotto gli occhi di tutti. Alla fine, però, molte di queste liste non troveranno rappresentanza nell'assemblea. Lo ignorano molti addetti ai lavori, ma sarà molto più difficile che in passato, per liste e partiti piccoli, puri e orgogliosi, accomodarsi nello scranno consiliare, dove i posti - con la nuova legge elettorale - scendono da 40 a 32. Diminuiscono di conseguenza anche i seggi per la minoranza e diventa imprescindibile il ricorso a raggruppamenti e alleanze per superare significativi sbarramenti. G.B.
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