Il Tirreno

Grosseto

Omicidio, pena ridotta in appello

Pierluigi Sposato
<b>CARABINIERI</b> La pistola del delitto e le altre armi sequestrate a Serreti
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CARABINIERI La pistola del delitto e le altre armi sequestrate a Serreti

Serreti sconterà 15 anni più 3 di casa di cura e custodia

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 FIRENZE. La prima sezione della Corte di assise di appello ha ridotto da 20 anni a 15 anni e 4 mesi la pena per Francesco Di Paola Serreti, l'ex infermiere 67enne abitante a Case Dondolini di Santa Fiora, imputato per l'omicidio della vicina di casa Gabriella De Simoni - uccisa con un colpo di pistola alla testa - e per il tentato omicidio di un'altra vicina, Marianna Dondolini, rimasta ferita - sfiorata da due colpi di pistola e raggiunta da una sprangata.  Per i fatti avvenuti il 12 maggio 2008, Serreti era stato condannato in primo grado all'udienza preliminare, con lo sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato. Il giudice Molino aveva disposto anche 5 anni di misura di sicurezza in un ospedale psichiatrico, da scontare dopo la detenzione, e 211 mila euro da versare alle parti civili.  Ma i giudici di appello hanno modificato anche la misura di sicurezza: non più l'ospedale psichiatrico ma il ricovero in una casa di cura e custodia, non più 5 anni ma 3. Naturalmente, tutto ciò è dipendente dalla valutazione clinica a fine pena.  Anche la Procura generale aveva sollecitato una riduzione: 17 anni e mezzo per il cosidetto omicidio del fontanile. Il difensore, l'avvocato Massimiliano Arcioni, aveva rappresentato la necessità di ricalcolare la pena inflitta in primo grado sulla base di una serie di considerazioni: errata la base di partenza massima (24 anni), opportuno valutare il dolo d'impeto e l'ambiente in cui l'uomo viveva, indispensabile operare uno sconto maggiore sulla pena in relazione alla seminfermità mentale di Serreti attestata dallo psichiatra Rolando Paterniti, eccessivi gli aumenti per i rimanenti capi di imputazione (6 anni per il tentato omicidio e 1 per pistola, coltello e cartucce fuorilegge). Una volta depositate le motivazioni, sarà possibile vedere quale tipo di conteggio abbiamo operato i magistrati di appello. I quali hanno lasciato invariate le statuizioni civili.  A Firenze era presente anche l'avvocato Angela Porcelli, legale di Marianna Dondolini, mentre non vi erano i rappresentanti dei familiari di Gabriella De Simoni. Assente anche lo stesso Serreti, detenuto a Massa, che del resto aveva rinunciato a comparire anche al primo processo.

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