Il decesso ieri mattina dopo tredici giorni di agonia, l’esposto dei familiari in Procura
Muore a 69 anni, sospetti sui medici
Federico Lazzotti
◗
DIAGNOSI Nel mirino quella di due mediciGli erano state dignosticate dissenteria e bronchite: era meningite
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. La guardia medica gli ha diagnosticato una forma di dissenteria, il medico curante una presunta bronchite. Mariano Iacobucci, 69 anni, è morto ieri mattina nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Misericordia dopo tredici giorni di agonia per una «emorragia cerebrale» molto probabilmente innescata dalla meningite pneumococcica di origine batterica che gli è stata riscontrata al suo arrivo al pronto soccorso, quaranta ore dopo aver accusato i primi sintomi della malattia: febbre alta e vomito. I familiari del pensionato, attraverso il loro legale, Francesco Angelini, ieri mattina avevano consegnato in procura un esposto per «lesioni colpose» con il quale chiedevano di aprire un'inchiesta per verificare eventuali responsabilità dei due medici. «Oggi - spiega l'avvocato - consegneremo l'integrazione trasformando l'ipotesi in omicidio colposo». Il presunto caso di malasanità inizia la notte del 14 ottobre quando la moglie dell'uomo chiama i due figli. «Papà - spiega la signora - ha la febbre alta, trema, ha la nausea ed è confuso». Quando i due figli - si legge nell'esposto - arrivano a casa trovano il padre con il corpo rigido e il braccio destro immobile. La prima telefonata al 118 risalirebbe alle 3 del mattino. «Gli dia subito una tachipirina 1000», avrebbe detto l'operatore prima di passare la chiamata alla guardia medica che in quel momento era di turno. Quando un'ora più tardi il dottore arriva a casa del malato, nella zona del Cristo, avrebbe cercato di capire direttamente dall'uomo le sue condizioni. «Mio padre - prosegue la figlia - ha risposto in maniera confusa così ho cercato di spiegare io al medico i sintomi, sottolineando che fino alla sera prima era sano, lucido nonostante si trattasse di una persona invalida: dieci anni fa, infatti, ha subito l'asportazione di un carcinoma allo stomaco». Il medico al termine della visita, dopo aver riscontrato una pressione arteriosa di 100/60 e la febbre, scesa nel frattempo a 39º, avrebbe spiegato ai familiari di «stare tranquilli», perché si trattava di «dissenteria». «Ci ha prescritto dissenten per la diarrea, plasil per il vomito dicendoci di non somministrargli la tachipirina 1000 perché quel dosaggio era eccessivo per una persona di nemmeno sessanta chili». A quel punto - spiega il legale - i familiari si sono sentiti rassicurati. Ma la mattina seguente, quando intorno alle 10 l'uomo si è svegliato, aveva gli stessi sintomi della sera precedente. «A quel punto abbiamo contattato il medico di famiglia al quale abbiamo raccontato tutto quello che era successo dalla sera precedente fino a quel momento. «Gli dia una compressa di tachipirina 1000 - avrebbe consigliato - i sintomi che mi ha spiegato sono quelli di una presunta bronchite nascosta». Prima la dissenteria, ora la bronchite. Fatto sta che le condizioni di Mariano Iacobucci invece di migliorare restano uguali: febbre alta e l'uomo è in un perenne stato confusionale. «Alle sette di sera mi ha chiamato la guardia medica che lo aveva visitato la sera precedente - ricorda la figlia - dicendomi di non preoccuparmi». Ma stavolta la famiglia decide di chiamare il 118 e chiedere l'intervento dell'ambulanza. Quando l'uomo arriva al Misericordia, intorno alle 22.30 i medici del pronto soccorso capiscono che la situazione è gravissima. «Coma settico», dirà la prima diagnosi. Alle 5 del mattino la situazione degenera e l'uomo viene sedato, intubato e trasferito in Rianimazione. La diagnosi non dà scampo: meningite pneumococcica di origine batterica. Tredici giorni di lotta fino a ieri mattina, quando alle 11.45 l'uomo è stato dichiarato morto. Possibile - si chiede la famiglia - salvare il proprio caro? E soprattutto se la malattia fosse stata diagnosticata in tempo che cosa sarebbe successo? C'è stata o meno negligenza da parte dei medici che hanno visitato il malato? Tutte domande alle quali dovranno rispondere gli inquirenti. L'ipotesi di reato è omicidio colposo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
