Il presidio
Maxi conguagli del gas, azienda ko
Francesca Ferri
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TITOLARE. Grazia Ferri vicino al contatore del gas La bolletta arriva a singhiozzo, la titolare: non rispettano il contratto
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GROSETO. Reclamare per aver ricevuto bollette stratosferiche è cosa piuttosto frequente. Più stupefacente è quando, al contrario, si deve battere i pugni sul tavolo perché quelle bollette a quattro zeri non c'è verso di farsele consegnare. Neppure se si tratta di importi di 12mila euro, pagati per una fornitura di gas. Una cifra eccezionale, ma che la ditta fornitrice sembra non voler incassare. È la vicenda tragicomica capitata a un'imprenditrice di Caldana, Grazia Ferri, che gestisce con la figlia il panificio Il Fornaio di Cati&Ferri. A ben vedere, una vicenda più tragica che comica per la donna, che da tre anni si vede fatturare a singhiozzo le bollette del gas con cui alimenta i forni del panificio. Un disservizio che la costringe a mandare avanti l'azienda tra mille difficoltà per l'impossibilità di pianificare le spese del metano. E che spese. «In un anno - spiega la signora Ferri - arriviamo a consumare oltre 12mila metri cubi di gas, con una media di mille metri cubi al mese che in estate raddoppiano. Le nostre bollette si aggirano sui 2mila euro al mese». Con consumi così alti è ovvio che ci vuole un minimo di programmazione e, infatti, lo stesso contratto stipulato con Eni prevede che, nel caso si sfori quota 5mila metri cubi all'anno, le bollette vanno emesse mese per mese e devono essere calcolate sui consumi effettivi, non su quelli stimati e poi aggiustati con il conguaglio. «E invece - spiega Grazia - sia con il gestore che avevamo prima, Enel, che con il nuovo, Eni, non c'è mai stato modo di veder rispettato il contratto. Con Enel arrivò una bolletta a marzo 2008 e poi niente fino all'ottobre successivo, quando ci arrivarono da pagare 12mila euro tutti insieme e nel giro di pochi giorni». L'anno dopo il copione si ripete, con importi fino a 11mila 700 euro riferiti a consumi degli ultimi mesi del 2009 ma fatturati a maggio 2010. E, anche qui, da saldare a stretto giro. Il disservizio spinge l'imprenditrice a cambiare gestore e, a gennaio, Il Fornaio di Cati&Ferri passa a Eni. «Ma le cose non cambiano. La prima bolletta mi è arrivata a maggio e ammonta a 816 euro». Un calcolo sottostimato rispetto ai consumi del forno che, dall'allaccio dell'utenza a quel momento, sfioravano i 3.500 metri cubi. E, infatti, la cartella successiva da saldare entro agosto, cioè ben tre mesi dopo, è di 4mila euro. Ma è ancora troppo poco. «Ad oggi - prosegue Grazia - il mio contatore segna 9.450 metri cubi consumati e non oso immaginare a quanto ammonterà la terza e, temo, ultima bolletta dell'anno. Non contestiamo i consumi, naturalmente, ma chiediamo di lavorare in tranquillità. In questo modo ci stanno mettendo in ginocchio. Continuiamo a perder tempo in telefonate, richieste di chiarimenti, proteste e poi ci massacrano con questi salassi improvvisi». Con otto dipendenti l'azienda di Grazia "sfama" otto famiglie. «Ma con questi continui ostacoli - conclude - siamo demoralizzati. Oltre al gas ci sono mille altri intoppi burocratici. Non ce la facciamo più. E mi chiedo dove sono finiti il sindacato dei panificatori e le associazioni di categoria che dovrebbero aiutarci ad affrontare le difficoltà».
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