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Grosseto

Albanese uccise il connazionale Condannato a 30 anni, oggi è in appello

<b>OMICIDIO.</b> I rilievi della polizia
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OMICIDIO. I rilievi della polizia

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 GROSSETO. È il giorno dell'appello a Firenze per Altin Kadrija, 29 anni, il cittadino albanese condannato a 30 anni per l'uccisione del connazionale Besim "Matteo" Ndrevataj, 24 anni, sgozzato in piazza Rosselli con una coltellata il 23 giugno 2008. Un appello promosso dal difensore, l'avvocato Marco Calò, che ha sempre contestato la genericità dei "futili motivi" che hanno comportato una pena così alta (l'ergastolo, poi commutato in 30 anni per la scelta del rito abbreviato): motivi che la difesa ritiene mai chiariti dall'accusa e dunque mai contestabili. Nel 2009 all'udienza preliminare Kadrija venne condannato anche a pagare una provvisionale di 100 mila euro complessive alle due sorelle della vittima. Nelle motivazioni, il giudice Molino scrisse che si trattò sicuramente di un omicidio volontario, commesso per motivi abietti e futili, in pieno giorno e per questo eccezionalmente grave, con assenza di pentimento. Ma non premeditato. Era pacifico che fosse stato lui l'autore, anche se l'arma non gli era stata trovata addosso e lui era stato rintracciato alla stazione ferroviaria. Confessò in aula: «Chiedo perdono. Lui mi ha preso per il collo e io ho afferrato il coltello. Sono molto dispiaciuto di quanto accaduto». Quale movente? Un movente di cuore e di droga: un «omicidio per vendetta attuata nei confronti del supposto delatore».

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