Il presidente Gerardo Melchionda
«Nessuna persecuzione ma doveva prevalere il senso di giustizia»
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FONTEBLANDA. «Nessuna volontà di colpire una società amica come l'Albinia ma soltanto la fermezza di far prevalere con determinazione il senso di giustizia». Con queste parole il presidente del Fonteblanda Gerardo Melchionda spiega il senso dei ricorsi presentati dalla sua società. Melchionda tra l'altro prepara ad un'altra battaglia, essendo stato colpito da un Daspo che lo costringe a restare lontano dagli stadi fino al mese di agosto 2011: «Anche questa è stata un'altra ingiustizia subita che confido di poter dimostrare. Il mio legale ha presentato un ricorso e la speranza è quella di dimostrare come si sono realmente svolti i fatti, sono certo di poter vincere anche quest'altra battaglia». Quindi chiude con uno sfogo: «A me hanno dato un anno e mezzo di Daspo, e allora cosa dovrebbero fare agli ultra della Serbia che non hanno fatto giocare la partita con l'Italia a Genova»?
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