Il Tirreno

Grosseto

Il rammarico del primo cittadino

Ma i muri restano sudici «Pulirli è quasi un'impresa tra costi e permessi»

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 GROSSETO. Non tutto è tornato lindo dopo la giornata di grandi pulizie di ieri. Chi attraversa il sottopasso di via Mazzini troverà il solito groviglio di scritte che ricoprono le pareti. Non è stato possibile, infatti, ritinteggiare il sottopasso perché, anche se si tratta di dare due semplici passate di vernice, per di più su una superficie neppure originale ma intonacata a posteriori, serve il permesso della Soprintendenza, dato che le mura, dove è ricavato il passaggio, sono sotto la sua tutela. E per avere il permesso non basta chiedere. «Serve che si nomini un architetto - spiega il sindaco - che deve elaborare un progetto, che va mandato a Siena, che lo deve vagliare, poi approvare e infine rimandare al mittente». Una trafila lunga e costosa studiata per "tutelare" un bene storico ma che finisce per condannarlo. «Perché non si può spendere migliaia di euro per ottenere il via libera alla tinteggiatura - spiega Bonifazi - se, il giorno dopo i lavori, tutto è da rifare perché i soliti vandali hanno di nuovo colpito. È successo pochi giorni fa all'indomani dell'inaugurazione del parco Pollini di via Ximenes, pochi dubbi che potrebbe accadere anche in via Mazzini». Ben venga una stretta ai controlli, dunque. Ma servirebbe anche una mano da parte di chi amministra i beni culturali. F.F.

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