Incastrato dalla felpa a righe
Francesca Gori
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Pietro Lanzone Ventisettenne finisce in manette col complice per gli scippi sul viale Italia
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FOLLONICA. Incastrato dalla felpa a righe. Quella stessa felpa che indossava quando ha scippato due donne e quando è entrato, pistola in pugno, al bar Vecchia Aurelia e all'Hotel Orchidea. E arrestato due volte nello stesso momento. Per rapina appunto, e per scippo. Ventisette anni, di Scarlino, Pietro Lanzone è stato arrestato giovedì notte insieme ad Angelo Marano, 38 anni di Bagno di Gavorrano. Giovedì sera, secondo la ricostruzione degli uomini della tenenza di Follonica, agli ordini del capitano Umberto Centobuchi, comandante della compagnia di Massa Marittima, Lanzone (difeso dall'avvocato Francesco Nardini) ha strappato la borsa a un'impiegata follonichese che stava camminando sul viale Italia per darsela poi a gambe attraverso la pineta di ponente. Poco più in là ci sarebbe stato il suo complice, Angelo Marano, 38 anni (difeso dall'avvocato Davide Lera di Piombino) ad aspettarlo con il motore di una Renault Twingo acceso. I due sono scappati. Sono arrivati a Livorno, poi a Pisa. Per tornare, nel cuore della notte a Follonica, dove all'uscita nord dell'Aurelia sono stati fermati dai carabinieri che li stavano aspettando. Arrestati per lo scippo, tutt'e due. Ma Pietro Lanzone, in manette, è come se ci fosse finito due volte. Per i carabinieri, fin dal mattino, lo stavano braccando perché il gip del tribunale di Grosseto aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un altro scippo, quello avvenuto agli inizi del mese, sempre sul viale Italia. Ma anche per le due rapine a mano armata. Una al bar Vecchia Aurelia di Scarlino scalo, dove a Xiaohua Ke, la cinese che gestisce il bar, erano stati portati via 950 euro, l'altra all'Hotel Orchidea. Quella volta, vittime furono Mirella Palmira Capanni e il cliente Ilo Pasqualetti. Alla donna fu strappato dal collo un collier d'oro, mentre Pasqualetti ci rimise 520 euro. Da mesi quindi, i carabinieri di Follonica, erano sulle tracce di Lanzone. Che aveva da poco divorziato dalla moglie, aveva lasciato il lavoro e aveva anche cominciato ad abusare di sostanze stupefacenti. Ad Angelo Marano invece, gli investigatori hanno contestato soltanto il concorso nei due scippi avvenuti sul viale Italia. Originari di Caserta ed entrambi muratori, nonostante che Lanzone appunto, al momento risulti disoccupato, giovedì notte Lanzone e Marano sono stati fermati all'uscita nord dell'Aurelia. I carabinieri hanno perquisito l'auto e le tasche dei due uomini e hanno trovato 10 grammi di eroina, probabilmente acquistati durante la trasferta notturna a Livorno e Pisa, e 420 euro. Dalla borsa di Silvia Bucchi, la cinquantenne scippata la sera stessa, erano sparite 800 euro. Soldi che la signora aveva prelevato poco prima al bancomat e che dovevano in parte servire per pagare alcune spese condominiali. Lanzone, quando è stato fermato dai carabinieri di Follonica, aveva indosso la stessa felpa a righe che era stata descritta sia dalle vittime delle rapine che da quelle degli scippi. Un capo d'abbigliamento al quale Lanzone era particolarmente affezionato. I due, quindi, sono finiti in carcere e domani mattina, il gip deciderà se convalidare o meno l'arresto di Lanzone e Marano.
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