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Grosseto

Una scultura nei giardini pubblici «Basta uno sponsor da 500 euro»

Una scultura nei giardini pubblici «Basta uno sponsor da 500 euro»

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Un grande tronco di pino che potrebbe raccontare la storia di nonni e nipoti. E tornare proprio lì dove è stato per cinquant'anni, a fare ombra ai bambini e agli anziani che frequentavano il parco di via Ximenes. Il parco è stato riaperto da poco, con tutti gli arredi del giardino nuovo. Ma di quel grande pino, non è rimasta traccia. Eppure, quel tronco esiste ancora. È nel laboratorio di uno scultore pronto per essere trasformato in un'opera d'arte da restituire alla città. Basterebbe il sì del Comune, e quel che è stato tolto da quel giardino potrebbe davvero tornare al suo posto.

La storia di Constantin Almasanu, scultore romeno che vive a Grosseto da tre anni, è una storia che viene da lontano. Tre anni fa Constantin ha lasciato la Romani ed è venuto in Italia. A Grosseto, dove vive e dove scolpisce nel suo laboratorio. Dove intaglia il legno, ridando vita a tronchi che avrebbero, come alternativa, solo quella di essere bruciati in un caminetto o diventare brace per la bistecca. «Qualche tempo fa passavo davanti al giardino - racconta - quando ho visto che stavano abbattendo degli alberi. Ho chiesto al capocantiere se potevo portarne a casa una, per intagliarlo. Ed ho preso questo grande tronco che potrebbe diventare appunto una scultura». Il progetto che Constantin Almasanu ha proposto al Comune, è quello di una scultura che rappresenta un anziano, un nonno, con il nipotino sulle spalle. Un nonno che insegna a costruire una trottola e, ai suoi piedi, una bambina e un pastore tedesco. «Quel parco è frequentato da tanti nonni e da tanti nipoti - spiega - e quel tronco d'albero potrebbe diventare un omaggio ai frequentatori del parco». Il sindaco ancora non ha visto il progetto che Constantin ha portato in Comune. «Certo - dice Bonifazi - bisogna valutare il progetto, ma l'idea di riportare nel giardino di via Ximenes quel tronco d'albero che era stato tagliato, e questa volta trasformato in un'opera d'arte potrebbe essere davvero buona». Constantin avrebbe anche individuato la zona dove collocare la sua scultura. Quella vicina alla vasca.

«È legno di pino nuovo - dice - avrà circa cinquant'anni - e non è stato intaccato dai tarli. Riportarlo lì dov'era avrebbe un significato per la città». Un significato che travalica le differenze linguistiche e culturali di due popoli. Constantin, e la Romania che ha dovuto abbandonare per trasferirsi in Italia dove ha continuato a scolpire. A coltivare quella sua passione che viene da lontano, nello spazio e nel tempo. E Grosseto, che in quel parco nel cuore della città, avrebbe di nuovo quel pino, trasformato dalle mani dell'uomo, e portato ancora una volta lì dov'era. «Al Comune, per realizzare quest'opera - dice - ho chiesto solo un rimborso spese. Per ora hanno detto di no, ma spero ancora di poter fare questo lavoro». Un lavoro che costerebbe al massimo 500 euro. Soldi che potrebbero arrivare, perché no, anche attraverso una sponsorizzazione.

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