Il Tirreno

Grosseto

Muore nel sonno a 28 anni trovato un flacone di metadone

<strong>VITTIMA </strong>Eduardo Giaconi aveva 28 anni Accanto la casa dov’è stato trovato il cadavere
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VITTIMA Eduardo Giaconi aveva 28 anni Accanto la casa dov’è stato trovato il cadavere

Scoperto dalla fidanzata, mistero sulle cause, decisiva l'autopsia

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GROSSETO. Martedì mattina dava il «buon giorno a tutti» su Facebook, guardava il futuro e vedeva «il sole» davanti a sé. Eduardo Giaconi, 28 anni, non ha visto la luce del giorno successivo. Lo ha trovato cadavere la fidanzata intorno alle 5 di ieri mattina quando ha aperto gli occhi sulla loro camera da letto, al secondo piano di un appartamento al numero 32 di via Abruzzo. Dal buio di un trilocale in zona Regioni, adesso, gli agenti della squadra mobile coordinati dal pubblico ministero Fabio Maria Gliozzi stanno cercando di togliere le ombre su una morte avvolta, per ora, nel mistero.  I dubbi, infatti, riguardano le cause del decesso del giovane. Anche perché il nome di Eduardo Giaconi, in passato, aveva avuto a che fare con il mondo degli stupefacenti. Nel giugno del 2008 rimase coinvolto in un incidente a Casatto Pescatori e dalle analisi vennero fuori tracce di cannabinoidi e un tasso alcolemico due volte e mezzo sopra il limite.  Ecco perché la prima ipotesi degli investigatori che sono arrivati in via Abruzzo è stata quella che ad ucciderlo potesse essere stato un mix di droghe. Ma in casa, a parte un flacone di metadone vuoto, non è stata trovata alcuna traccia di sostanze stupefacenti da parte della polizia scientifica.  Così da 24 ore gli inquirenti stanno frugando nel suo passato che comincia in Brasile, a San Paulo, dov'era nato, passa per la Toscana, prima a Pistoia, dove vive la sorella e poi in Maremma dove era arrivato anni fa.  Ma per risolvere il caso - ammettono dalla polizia - «sarà determinante il risultato dell'autopsia che ci dirà che cosa ha ingerito e quindi cosa abbia causato il decesso».  Ecco perché nell'attesa dei test tossicologici gli inquirenti stanno concentrando la loro attenzione sull'ultima sera passata dalla vittima in compagnia della fidanzata. Perché se non si tratta di una morte naturale, e questo lo accerteranno gli esami autoptici, allora vuol dire che un agente esterno è intervenuto prima che i due tornassero a casa. Anche perché dal momento in cui la coppia è rientrata in via Abruzzo - avrebbe confermato una terza inquilina - non sarebbe più sceso né salito nessuno fino all'arrivo dell'ambulanza, cinque ore e mezzo più tardi.  La fidanzata, ancora sotto choc, è stata ascoltata dagli investigatori già ieri mattina. Ha spiegato che lei ed Eduardo sono rimasti fuori fino a mezzanotte. «Siamo stati in un bar del centro, abbiamo fatto una bevuta e poi siamo andati a dormire». Il sospetto degli investigatori è che Eduardo Giaconi possa aver incontrato qualcuno prima di tornare in via Abruzzo. O peggio - ma siamo nel campo delle ipotesi - prima dell'arrivo degli investigatori qualcuno possa aver ripulito la casa.  Spiega il capo della squadra mobile Patrizio Canale Parola: «Stiamo facendo tutti gli accertamenti necessari. A volte capita che le persone che in passato hanno fatto uso di stupefacenti possano unire il metadone con farmaci che placano il bisogno di droga creando un mix mortale».  Forse il cuore di Eduardo ha rallentato troppo e non è riuscito a ripartire. Forse era già debole e quella dell'altra notte è stato l'epilogo di un organismo segnato dal passato. La chiamata alla centrale del 118 è delle 5.20. Quando pochi minuti più tardi l'ambulanza è arrivata in via Abruzzo ha potuto solo trasferire il cadavere all'obitorio dove già oggi si svolgerà l'autopsia.  Quello di Eduardo Giaconi è il secondo decesso in sei giorni in Maremma legato in qualche modo al mondo della droga.  Giovedì scorso in circostanze simili ha perso la vita Francesca Tartarini, 27 anni di Orbetello. Sabato notte poi due ragazzi di 20 e 25 anni hanno avuto un malore fuori da un locale di Principina a Mare dopo aver assunto ecstasy. E ora c'è chi parla di allarme.

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